SS77, ANAS RISPONDE AL PADRE DI DANIELE: «IL DOPPIO SENSO È LA SOLUZIONE PIÙ SICURA»

Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre 2026

Dopo la lettera aperta di Maurizio Francalancia, padre del ventenne morto nell’incidente del 14 giugno insieme a Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini, Anas spiega le ragioni della gestione del cantiere e apre alla collaborazione per rafforzare i controlli.

Anas risponde alla lettera aperta di Maurizio Francalancia, padre di Daniele, il ventenne maceratese morto il 14 giugno in un incidente sulla superstrada SS77 insieme agli amici coetanei Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini.

Il padre aveva chiesto al prefetto Giovanni Signer e alla società di valutare soluzioni alternative alla gestione del traffico durante i lavori, dopo aver notato la chiusura dell’uscita di Corridonia e la deviazione dei veicoli sulla carreggiata opposta, con l’istituzione del doppio senso di circolazione. In particolare, Francalancia aveva sollecitato la chiusura temporanea del tratto interessato dai lavori e l’utilizzo di percorsi alternativi.
Anas ha espresso innanzitutto cordoglio e vicinanza alla famiglia, spiegando che la deviazione del traffico sulla carreggiata opposta rappresenta la modalità ordinaria di gestione dei cantieri quando i lavori interessano una sola delle due carreggiate.
La società precisa che, nei tratti interessati dal doppio senso, vengono installati segnali gialli, imposto il divieto di sorpasso e stabilito il limite di velocità di 40 chilometri orari. I due flussi di traffico sono separati da una striscia continua gialla e da delineatori flessibili, i cosiddetti defleco, che segnalano visivamente la separazione delle corsie e producono rumore in caso di contatto con un veicolo.
Anas riconosce tuttavia che questi dispositivi non possono impedire fisicamente una manovra di sorpasso vietata.

Secondo la società, spostare il traffico sulle strade secondarie non garantirebbe necessariamente maggiore sicurezza. Queste arterie, infatti, sono concepite principalmente per il traffico locale e possono presentare incroci a raso, accessi privati e attraversamenti pedonali. Il passaggio di un elevato numero di auto e mezzi pesanti potrebbe quindi aumentare i rischi.

Anas spiega inoltre che l’installazione di barriere fisiche, come un muro spartitraffico, non sarebbe compatibile con gli spazi disponibili e potrebbe ostacolare l’intervento dei mezzi di soccorso in caso di incidente.

Sul fronte dei controlli e delle sanzioni, la società ricorda che la competenza spetta alle forze dell’ordine, in coordinamento con la Prefettura, assicurando comunque la massima disponibilità per agevolare l’installazione dei dispositivi necessari.
Anas ribadisce infine l’impegno a migliorare la sicurezza stradale attraverso manutenzione, controlli continui, potenziamento delle infrastrutture e campagne di sensibilizzazione rivolte agli automobilisti.
La società assicura che continuerà a valutare ogni possibile soluzione e innovazione per ridurre i rischi e prevenire gli incidenti. Una risposta che arriva dopo l’appello di un padre che chiede maggiore attenzione e misure concrete affinché tragedie come quella costata la vita a Daniele e ai suoi due amici non si ripetano.

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