FRODE IVA DA 100 MILIONI DI EURO, CEROLINI NON RISPONDE, BRUGLIA VA AI DOMICILIARI

Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2026

Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla presunta maxi frode fiscale da 100 milioni di euro legata al commercio di materie plastiche. Marco Bruglia, 58 anni, residente a Castelfidardo, arrestato nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura europea insieme ad altre dieci persone, ha ottenuto gli arresti domiciliari. Tra gli indagati figura anche Giuseppe Cerolini, ex patron della Civitanovese.

La decisione è arrivata dopo l’interrogatorio di garanzia, svolto giovedì davanti al giudice per le indagini preliminari di Torino, Paola Vetro. Bruglia, assistito dagli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. I suoi difensori hanno tuttavia presentato un’istanza per ottenere una misura cautelare meno restrittiva, richiesta che è stata accolta dal giudice.

Nel corso dell’udienza, i legali hanno inoltre richiamato una precedente vicenda giudiziaria: per un’accusa analoga a una di quelle contestate nell’attuale procedimento, il 58enne era già stato assolto dal tribunale di Macerata.

«Siamo moderatamente soddisfatti del provvedimento del giudice, ci prepariamo comunque al deposito dell’istanza di riesame, ritenendo che non sussistano gli estremi per l’applicazione di alcuna misura cautelare», hanno dichiarato gli avvocati Netti e Romagnoli, annunciando quindi l’intenzione di chiedere un’ulteriore valutazione delle esigenze cautelari.

L’inchiesta riguarda una presunta associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi transnazionali sull’Iva nel settore delle materie plastiche. Secondo l’ipotesi investigativa, il meccanismo si sarebbe basato su un articolato sistema di frode carosello, realizzato attraverso una rete di società cartiere e società filtro con sedi in Italia, Austria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania e Ungheria.

Le indagini, condotte dalla Guardia di finanza di Torino e Ancona sotto il coordinamento della Procura europea, avrebbero permesso di ricostruire un sistema di fatture relative a operazioni inesistenti. L’obiettivo sarebbe stato consentire agli acquirenti formali delle merci di detrarre indebitamente l’Iva applicata alle transazioni, molte delle quali, secondo gli investigatori, non sarebbero state effettivamente realizzate.

Il provvedimento cautelare ha riguardato complessivamente 18 persone: otto destinatarie della custodia in carcere, tre degli arresti domiciliari e sette di misure interdittive. È stato inoltre disposto il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 25 milioni di euro.

Anche Giuseppe Carolini (nella foto), già detenuto per condanne relative ad altri reati fiscali e difeso dall’avvocato Giannino Voltattorni, durante l’interrogatorio di garanzia ha scelto di non rispondere alle domande del giudice.

L’inchiesta punta a fare luce su un presunto sistema organizzato di frode fiscale su scala internazionale, basato su passaggi societari e documentazione commerciale che, secondo l’accusa, avrebbero permesso di generare indebiti vantaggi fiscali per importi milionari.

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