MAXI SEQUESTRO DI VONGOLE, A CIVITANOVA BLOCCATI 750 CHILI SENZA TRACCIABILITÀ

Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2026

È scattato a Civitanova il sequestro di 750 chili di vongole prive della necessaria documentazione sulla tracciabilità. Il prodotto, infatti, non consentiva di ricostruirne con certezza la provenienza ed è stato quindi sottoposto a sequestro nell’ambito dei controlli condotti dalla Guardia costiera.
L’operazione è stata effettuata dalla Capitaneria di porto di Ancona, con il coinvolgimento dell’Ufficio marittimo di Civitanova, durante una serie di verifiche mirate a contrastare le violazioni delle norme che regolano la pesca e la commercializzazione dei prodotti ittici.

Nel mirino degli uomini della Guardia costiera sono finite in particolare le vongole, tra le specie maggiormente richieste dal mercato. Complessivamente, tra Ancona e Civitanova, sono state sequestrate oltre 2,5 tonnellate di prodotto: circa 1.800 chili nel capoluogo e altri 750 chili nella città costiera.
Alla base dei provvedimenti è stata riscontrata, in tutti i casi, la mancata tracciabilità del pescato. Una violazione considerata particolarmente rilevante, dal momento che la documentazione deve permettere di ricostruire l’origine del prodotto e seguirne il percorso dalla cattura fino alla vendita.

Oltre ai sequestri, i controlli hanno portato all’applicazione di sanzioni amministrative per complessivi 4mila euro.

L’operazione si inserisce nella più ampia attività di vigilanza portata avanti durante tutto l’anno dalla Capitaneria di porto e dalla Guardia costiera. Le verifiche interessano diversi passaggi della filiera, dai punti di sbarco alle attività in mare, fino agli esercizi commerciali che trattano e vendono prodotti ittici.
Il comandante della Capitaneria di porto di Ancona e direttore marittimo delle Marche, ammiraglio Massimo Seno, ha espresso soddisfazione per il lavoro svolto dal personale e per i risultati raggiunti nell’attività di controllo.

Per quanto riguarda le vongole sequestrate, il prodotto non verrà immesso sul mercato: i molluschi saranno infatti nuovamente rigettati in mare attraverso l’impiego dei mezzi navali della Guardia costiera di Ancona.

 

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