MARE ANCORA CALDO, ALLARME NUBIFRAGI: “RISCHI ELEVATI PER LE PROSSIME SETTIMANE”

Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2026

L’estate sembra ormai avviarsi verso la conclusione, ma il caldo anomalo potrebbe lasciare ancora per qualche settimana una pesante eredità sul fronte del maltempo. A incidere è soprattutto la temperatura dei mari, ancora elevata, che potrebbe favorire la formazione di temporali e nubifragi particolarmente intensi anche nel Maceratese.

A delineare lo scenario per le prossime settimane è il professor Carlo Bisci, geomorfologo e climatologo dell’Università di Camerino, secondo cui il passaggio dalle attuali condizioni anticicloniche alle correnti atlantiche dovrebbe avvenire in tempi relativamente brevi. Nel giro di meno di una settimana, spiega, le temperature e le precipitazioni potrebbero tornare su valori più consoni alla stagione.

Settembre, nel frattempo, ha fatto registrare due fasi di pioggia particolarmente intense, una nella prima decade e una nell’ultima. In alcune zone il quantitativo complessivo del mese si è così avvicinato alla norma. Un dato che, però, non deve trarre in inganno: i rovesci concentrati in poche ore sono spesso associati a danni e contribuiscono solo in minima parte alla ricarica delle falde.

Il problema resta infatti la disponibilità delle risorse idriche, messa a dura prova dalla siccità estiva e da una progressiva riduzione delle precipitazioni nevose in inverno e delle piogge deboli e prolungate durante la primavera.

Per ottobre la tendenza indicata dal climatologo è quella di un graduale abbassamento delle temperature, che potrebbero comunque rimanere sopra la media storica. Al tempo stesso è atteso un aumento delle precipitazioni, con possibili brusche variazioni nel breve periodo.

A destare particolare attenzione è proprio il calore ancora accumulato dal mare. Secondo Bisci, per diverse settimane potrebbe rappresentare un fattore favorevole allo sviluppo di nubifragi di forte intensità in varie aree della provincia, con conseguenti rischi sul territorio.

Sul quadro generale pesa anche il cambiamento climatico. L’aumento delle temperature medie e degli episodi estremi, osserva Bisci, si accompagna alla maggiore possibilità di fenomeni temporaleschi intensi, alimentati dall’elevata evaporazione dei mari caldi. Un fenomeno reso evidente anche dalle temperature raggiunte dall’Adriatico centrale, arrivate in agosto fino a circa 30 gradi e scese soltanto in parte nelle settimane successive.

 

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