CADE IN MARE DALLA BARCA A VELA, SALVATO DOPO MINUTI DRAMMATICI
Poteva trasformarsi in una tragedia l’allenamento in solitaria di un velista civitanovese di circa 50 anni, finito in mare dopo essere caduto dalla propria imbarcazione. A salvarlo è stato un intervento tempestivo, reso possibile dalla prontezza dell’istruttrice di vela Flavia Pipponzi e del marinaio del Club Vela Porto Civitanova Francesco Verdini.
L’episodio è avvenuto sabato pomeriggio, mentre il velista si stava allenando in vista di una regata. La sua barca, rimasta senza nessuno a bordo, ha continuato a navigare alla deriva. A notarla è stata proprio Pipponzi, che in quel momento era in mare con alcuni suoi allievi.
«Abbiamo visto questa barca passare all’interno del campo di regata con la vela di prua completamente attorcigliata», ha raccontato l’istruttrice. Inizialmente ha pensato che il proprietario potesse essere a bordo e avesse semplicemente bisogno di assistenza. Avvicinandosi, però, si è accorta che qualcosa non tornava: il timone si muoveva autonomamente e il pilota automatico risultava inserito.
Pipponzi ha quindi provato a chiamare per verificare la presenza di qualcuno a bordo, senza ricevere alcuna risposta. Poco dopo è arrivata la conferma che temeva: altri velisti presenti nella zona l’hanno avvisata che una persona era finita in acqua.
Raggiungere il naufrago direttamente a vela non era però possibile. L’istruttrice ha così lanciato immediatamente l’allarme, contattando la Capitaneria di porto e Francesco Verdini, marinaio del Club Vela Porto Civitanova.
Nel frattempo, l’imbarcazione continuava ad allontanarsi. «Siamo arrivati da Porto Potenza fino alla foce, la barca aveva percorso parecchia strada», ha spiegato Pipponzi.
La ricerca si è concentrata lungo il tratto di mare compreso tra il Babaloo e il porto di Civitanova. Seguendo le indicazioni dell’istruttrice, Verdini ha perlustrato la zona fino a individuare il velista, che si trovava a circa 600 metri dalla costa, all’altezza di Santina.
Le condizioni dell’uomo erano particolarmente difficili. Era rimasto in acqua senza giubbotto salvagente e, nel tentativo di non appesantirsi, si era tolto anche i vestiti. Quando è stato raggiunto, era ormai molto provato e stordito. Lo stesso velista avrebbe riferito ai soccorritori di essere arrivato al limite delle proprie forze, con le braccia che non riuscivano più a sostenerlo.
Dopo essere stato recuperato, l’uomo è stato trasportato in ospedale per le cure e gli accertamenti del caso.
La dinamica dell’incidente è stata successivamente ricostruita: durante una strambata, il velista sarebbe stato colpito alla testa dal boma, perdendo l’equilibrio e finendo in mare. La barca, rimasta in navigazione con il pilota automatico inserito, ha quindi continuato la propria rotta.
«È stata una fortuna che io fossi lì», ha sottolineato Pipponzi, evidenziando anche i rischi legati alla direzione presa dall’imbarcazione. «La barca andava verso sud, se fosse andata verso est l’avrebbero trovata in Croazia il giorno dopo, oppure avrebbe potuto finire contro gli scogli».
Fondamentale, nella fase decisiva dei soccorsi, anche la rapidità con cui Francesco Verdini ha individuato l’uomo in acqua, permettendo di portare a termine il salvataggio prima che la situazione potesse precipitare.




