Una saracinesca abbassata e un luogo che, improvvisamente, appare diverso dal solito. A Santa Maria Apparente ha chiuso i battenti lo storico bar del circolo Acli di piazza Giovanni XXIII, attività che per 65 anni ha accompagnato la quotidianità del quartiere.
A segnare la fine di questa lunga storia è stata la pensione di Giuliano Romoli, che di quel bar è stato il gestore per molti anni, dopo avervi iniziato a lavorare quando era ancora giovane. La decisione era stata annunciata da tempo e più volte rimandata, proprio nel tentativo di individuare qualcuno disposto a subentrare e garantire una continuità all’attività. Alla fine, però, senza un nuovo gestore, è arrivata la chiusura.
Quello che oggi può sembrare soltanto un esercizio commerciale ha rappresentato per decenni qualcosa di più per la comunità di Santa Maria Apparente. Il bar nacque nel 1961, in un periodo importante per il quartiere, coincidente con l’istituzione della parrocchia e con la costruzione della prima chiesa, l’edificio che oggi ospita il teatrino Orlandoni.
Nel corso degli anni il locale è diventato uno dei punti di riferimento della vita sociale della zona. I più giovani vi si ritrovavano per una partita a biliardino o a ping-pong, oppure per un gelato e una merenda. Gli adulti lo frequentavano invece per il caffè, le immancabili partite a carte e le chiacchiere tra conoscenti.
La storia del bar è legata a doppio filo a quella delle Acli, il cui circolo di Santa Maria Apparente conobbe una fase particolarmente vivace durante gli anni dei parroci don Giuseppe Trastulli, don Nazzareno Orlandi e don Giuseppe Morresi. Il circolo non era soltanto un luogo di aggregazione: vi si discutevano i problemi del quartiere e si affrontavano anche temi legati alla dottrina sociale cristiana.
Anche la scuola ebbe per un periodo un legame con quegli spazi. Nei locali attigui al bar, infatti, nei primi anni Sessanta furono ospitate alcune classi delle elementari.
Il ruolo del locale è andato progressivamente cambiando con il passare degli anni. In particolare, la frequentazione da parte dei ragazzi si è ridotta dopo la realizzazione del nuovo impianto sportivo, situato a poche centinaia di metri. Nonostante questo, il bar ha continuato a essere una presenza conosciuta e radicata nel quartiere.
Ora si apre il capitolo del futuro. La chiusura lascia vuoto un punto che si trova in una posizione ancora centrale e interessata da un certo movimento, grazie alla vicinanza della Zona Industriale A, della scuola materna, dell’oratorio e delle attività organizzate dalla parrocchia, comprese le riunioni rivolte alle famiglie.
Da qui l’auspicio che l’esperienza possa ripartire con un nuovo gestore. Un giovane con entusiasmo, idee e voglia di investire nel quartiere potrebbe dare nuova vita a un’attività che, dopo più di sei decenni, ha lasciato un segno nella storia di Santa Maria Apparente.





