Il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Francesco Micucci, interviene duramente sulle recenti dichiarazioni di Silvia Squadroni (comunicato stampa non pervenuto alla nostra redazione ndr) e ricostruisce la vicenda politica legata al tentativo di sfiducia al sindaco Fabrizio Ciarapica. Micucci parte da una premessa netta: «In politica ho sopportato sempre tutto: voltagabbana, dietrofront, cambi di casacca… non ho mai accettato e sopportato le menzogne! Soprattutto se mistificano la realtà che ho vissuto in prima persona!».
Secondo il capogruppo dem, proprio questo sarebbe accaduto con le dichiarazioni di Squadroni. «Questo ha fatto Silvia Squadroni con le sue dichiarazioni! E per fortuna ci sono messaggi e telefonate fatte con lei che testimoniano che quanto affermo è verità!», sostiene Micucci. Il nodo centrale, nella ricostruzione del capogruppo PD, riguarda il tentativo di raccogliere le firme davanti a un notaio per determinare la fine anticipata dell’amministrazione Ciarapica. Micucci accusa Squadroni di aver cambiato posizione all’ultimo momento: «Da paladina delle battaglie contro Ciarapica a sua stampella. Questa la parabola politica che Silvia Squadroni non può negare». Micucci afferma quindi che Squadroni sarebbe stata inizialmente disponibile a sottoscrivere l’atto: «La verità, testimoniata dai fatti, è che era pronta a mettere la sua firma davanti al notaio per la sfiducia al sindaco e che all’ultimo minuto si è tirata indietro».
Una decisione che, secondo il capogruppo PD, sarebbe stata motivata dalla presenza, tra i firmatari, di esponenti della lista Vince Civitanova. «Lei è stata sempre da me informata passo passo di quanto stava avvenendo! E mai (MAI!!!) ha fatto alcuna eccezione sui firmatari che sarebbero venuti dal notaio», sostiene Micucci.
Il capogruppo dem sottolinea inoltre come, a suo giudizio, il passaggio dal notaio rappresentasse una soluzione resasi necessaria dopo i ripetuti tentativi di sfiducia attraverso il Consiglio comunale. «Noi questo tentativo lo abbiamo esperito per ben 3 (TRE!!) volte, presentando la mozione di sfiducia», afferma, lamentando l’assenza di adesioni da parte della maggioranza. «Mai nessuno lo ha fatto finora, neanche i nuovi amici della Squadroni e del compagno Feliziani, non ha firmato nessuno di FdI, nessuno della Lega e nessuno di FI», aggiunge Micucci.
Nella sua ricostruzione, dunque, la possibilità di raggiungere un numero sufficiente di firme per andare dal notaio avrebbe rappresentato un’occasione concreta per interrompere l’esperienza amministrativa del centrodestra. «Né io né lei – ci sono i messaggi a conferma di quanto dico!! – abbiamo avuto dubbi che andava fatto questo passaggio per staccare la spina alla peggiore amministrazione che Civitanova ricordasse!», sostiene. E ribadisce ancora una volta il punto che considera decisivo: «MAI LEI HA POSTO DUBBI SU CHI FIRMASSE DAL NOTAIO. Solo all’ultimo, quando ci stavamo accordando sulla data, il passo indietro!». Da qui l’affondo politico nei confronti di Squadroni. Per Micucci, il risultato della scelta dell’esponente civica è inequivocabile: «Il “capolavoro” di Silvia Squadroni è aver salvato Ciarapica».
Il capogruppo PD contesta quindi quella che considera una contraddizione tra le battaglie politiche condotte da Squadroni negli anni precedenti e la posizione assunta oggi. «Scompare tutto quello che di negativo Squadroni aveva detto sul sindaco, scompaiono le ragioni per le quali ha chiesto il voto ai civitanovesi e per le quali siede sui banchi del consiglio comunale», afferma Micucci.
Nel mirino finisce anche il rapporto con l’avvocato Alberto Feliziani, descritto da Micucci come parte di una dinamica politica che il capogruppo dem giudica difficile da interpretare: «Un giorno parla per Fratelli d’Italia e quello dopo fa il megafono della Squadroni, in un teatrino politicante difficile da capire e da spiegare».
La conclusione di Micucci è particolarmente dura e guarda direttamente agli equilibri politici cittadini: «La Squadroni è diventata la quinta colonna di questo centrodestra governato da un Ciarapica che resta saldamente in sella, per il momento». L’intervento si chiude con un’espressione dal chiaro tono polemico: «Grazie a Silvia Squadroni».






Ho letto con attenzione 126 righe ma non c’ho capito nulla il canto è come il poco