Si è chiusa al Castello di Montefiore l’edizione 2026 di Lunaria, la rassegna estiva organizzata da Musicultura insieme al Comune di Recanati. A salutare il pubblico sono stati due protagonisti del panorama musicale emergente: Claudio Covato, vincitore assoluto della XXXVII edizione di Musicultura, e gli XGIOVE, band di Porto Sant’Elpidio arrivata tra i finalisti del concorso e scelta dagli studenti recanatesi attraverso il progetto Recanati Next.
La serata, introdotta dal direttore artistico di Musicultura Ezio Nannipieri, ha regalato circa due ore di musica, alternando il cantautorato intenso di Covato all’energia rock della formazione marchigiana.
Ad aprire il concerto è stato Claudio Covato, cantautore siciliano originario di Rosolini, reduce da una vittoria particolarmente importante a Musicultura, dove ha conquistato anche il Premio Banca Macerata da 20mila euro, la Targa della Critica “Piero Cesanelli” e il Premio Grotte di Frasassi. Sul palco di Montefiore ha proposto alcuni dei suoi brani, tra cui Nell’universo, Roberta, Chiddu ca me resta e Cagghia d’acqua, mettendo in evidenza una scrittura fortemente legata alla propria terra e una vocalità capace di passare dal cantautorato a suggestioni più liriche.
Particolarmente significativo il momento dedicato a Pino Daniele, con una personale interpretazione di Quanno chiove. Covato ha poi presentato Siamo gli alberi, prossimo singolo che anticipa il suo disco d’esordio, la cui produzione sarà sostenuta anche dal premio conquistato a Musicultura. A chiudere il suo set è stato Sogno co tia, inedito dedicato al figlio.
Spazio quindi agli XGIOVE, selezionati dagli studenti di Recanati nell’ambito di Recanati Next. A spiegare la scelta è stato Mattia, rappresentante degli istituti scolastici coinvolti nel progetto: la band è stata preferita per il ritmo e per la capacità dei testi di raccontare esperienze e difficoltà legate all’adolescenza.
Nati nel 2018, gli XGIOVE sono composti da Nicolò Buccioni, voce e fisarmonica, Ludovico Bartolozzi, tastiere, Federico Piermartire, batteria, Giacomo Strappa, chitarra elettrica, e Andrea Massetti, basso. Il loro concerto ha portato sul palco un mix di rock, elementi folk e contaminazioni rap, coinvolgendo il pubblico con brani come Un’ora al giorno, Resistere, Il mio cuore sul cortile, Trattato e Non me la sento.
La band ha inoltre recuperato La ballata del Bellente, legata alla tradizione musicale marchigiana e firmata dall’ultimo cantastorie regionale, Giuseppe Gasparrini, conosciuto come Peppe de Birtina. Il set si è concluso con Fuoco e benzina e Ora che scende la notte.
A chiudere definitivamente Lunaria è stato un doppio bis. Covato e Buccioni sono tornati insieme sul palco per una coinvolgente versione di “Eppure il vento soffia ancora” di Pierangelo Bertoli, seguita da “Bella ciao”. Un finale condiviso che ha raccolto gli applausi del pubblico e messo il sigillo all’edizione 2026 della rassegna.





