CIARAPICA SI DIMETTA: HA TRADITO LA FIDUCIA DEGLI ELETTORI DI CENTRODESTRA PER I SUOI INTERESSI. SULL’URBANISTICA ERA A CONOSCENZA DI TUTTO: DICE SOLO FALSITÀ

“Verbali e documenti sbugiardano Ciarapica. Sull’urbanistica ha indirizzato e condiviso ogni cosa”. È durissima la replica di Roberta Belletti dopo la revoca delle deleghe da parte del sindaco Fabrizio Ciarapica. L’ex assessore contesta nel merito le motivazioni alla base del provvedimento e sostiene che proprio gli atti amministrativi dimostrerebbero il contrario di quanto affermato dal primo cittadino. “C’è qualcosa di paradossalmente falso nelle motivazioni utilizzate da Fabrizio Ciarapica per revocarmi le deleghe. Mente sapendo di mentire”, afferma Belletti, entrando poi nel merito del decreto di revoca, nel quale si fa riferimento alla “non adeguata concertazione preventiva tra l’Assessorato, gli uffici tecnici e le forze politiche di maggioranza”.
“Ebbene, dal giorno del mio insediamento ho svolto incontri, riunioni sulle questioni urbanistiche. Il sindaco è sempre stato informato. Esistono verbali, date, relazioni e persone presenti. A parlare sono perciò i documenti”.
Secondo Belletti, la revoca delle deleghe finirebbe per mettere in discussione lo stesso operato del sindaco: “Revocando le mie deleghe Ciarapica in realtà boccia se stesso”.
L’ex assessore richiama quindi quanto avvenuto nel novembre 2024, quando, secondo la sua ricostruzione, il sindaco avrebbe assunto direttamente un ruolo di supervisione sull’Urbanistica: “Nel novembre 2024, per acquietare acque agitate in maggioranza, Ciarapica dichiarò pubblicamente che sarebbe stato lui a svolgere un controllo di supervisione sull’Urbanistica. Supervisionava, quindi sapeva”. Da qui la conclusione di Belletti: “È questa la verità. Ciarapica conosceva perfettamente attività, obiettivi, problemi e stato delle pratiche. Non solo: sollecitava e indirizzava soluzioni che gli interessavano di più”.
E proprio sulla presunta mancata realizzazione degli obiettivi indicati dal sindaco, Belletti ribatte: “Se oggi sostiene che gli obiettivi non siano stati raggiunti, allora la sua incapacità di supervisione viene da lui stesso certificata. Non può oggi comportarsi come se dell’Urbanistica non si fosse mai saputo nulla”. Belletti sposta poi il confronto sul tema della “concertazione preventiva”, chiedendo a Ciarapica di chiarire cosa intenda concretamente con questa espressione: “Visto poi che Ciarapica richiama il tema della ‘concertazione preventiva’, spieghi che cosa intenda per concertazione”. Da qui il riferimento alla vicenda politica che ha portato il sindaco a una diversa collocazione rispetto a quella della coalizione con cui era stato eletto: “Ciarapica è stato eletto sindaco nel 2022 all’interno di una precisa coalizione, composta da partiti e liste che si sono presentati insieme agli elettori e ne hanno sostenuto la candidatura”. “Durante il mandato ha scelto una diversa collocazione politica, aderendo a una formazione che non ha partecipato alle elezioni comunali e che, quindi, non fa parte del progetto politico sottoposto al voto dei cittadini ovvero ha tradito la fiducia degli elettori di centrodestra”.
Belletti pone quindi una serie di interrogativi al primo cittadino: “Prima di compiere questa scelta ha convocato i consiglieri della sua maggioranza? L’ha condivisa preventivamente con le liste che lo hanno sostenuto e contribuito alla sua elezione? Ha chiesto ai consiglieri se, dopo aver cambiato la propria collocazione politica, fossero ancora disponibili a sostenerlo come sindaco?”.
“Perché questa sì che è una questione politica che riguarda direttamente il mandato ricevuto dagli elettori”, sottolinea Belletti, che aggiunge: “I cittadini di Civitanova hanno eletto Ciarapica all’interno di una coalizione precisa. Non gli hanno conferito un mandato politico in bianco, spendibile sotto qualsiasi altra bandiera nel corso della consiliatura”. Da qui l’affondo: “E allora, se oggi pretende di trasformare la ‘concertazione preventiva’ in un principio così importante da richiamarlo nelle motivazioni di un decreto di revoca, abbia almeno la coerenza di applicare quel principio anche a se stesso”. Per Belletti, dunque, la questione urbanistica sarebbe soltanto il pretesto di uno scontro politico: “È chiaro a tutti che l’Urbanistica non c’entra nulla, la sua è solo una vendetta politica”. L’ex assessore annuncia quindi che intende rispondere alle contestazioni attraverso gli atti amministrativi: “Io risponderò con gli atti. Con i verbali. Con le riunioni che ci sono state. Con le relazioni. Con le date”. E rivendica il proprio operato: “E risponderò del mio operato onesto e rigoroso fino all’ultimo giorno. Ciarapica però dovrà rispondere del suo”. Infine, Belletti torna sulla revoca delle deleghe e accusa il sindaco di voler screditare il suo lavoro per ragioni politiche: “Detto questo, Ciarapica non si deve permettere di screditare il mio operato con falsità strumentali ai suoi disegni politici”.
“Io non ho cambiato il progetto politico e amministrativo con il quale mi sono presentata agli elettori”, afferma.
La conclusione è un nuovo appello rivolto direttamente al sindaco: “Se oggi Ciarapica ritiene così importanti la coerenza politica e la concertazione preventiva, allora sia coerente fino in fondo: tragga le conseguenze della propria scelta politica e si dimetta direttamente”.
“Questa situazione non è più tollerabile”, conclude Roberta Belletti.

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