UFFICIALE GIUDIZIARIO NEGLI UFFICI DELLA CIVITAS. SEQUESTRATI ARMADIETTI E DOCUMENTI

Sequestro giudiziario in casa Civitas. Questa mattina l’ufficiale giudiziario del tribunale di Macerata si è presentato nella sede dell’azienda comunale e ha messo i sigilli a quattro armadietti. Dentro ci sono faldoni con documenti e corrispondenza che nell’ultimo decennio si sono scambiati tra Palazzo Sforza e gli uffici della partecipata comunale. A chiedere il sequestro è stato l’avvocato della dipendente, responsabile del settore amministrativo dell’azienda, che ha denunciato per mobbing la Civitas. L’ufficiale giudiziario questa mattina al suo arrivo ha avuto la sorpresa di trovare già sigillati gli armadietti con un provvedimento ‘fai da te’ adottato dal presidente Carusone e dalla comandante della polizia municipale Cammertoni, ma privo di autorizzazione del giudice. Con l’autorità del tribunale l’ufficiale giudiziario ha tolto di mezzo i sigilli artigianali e apposto quelli veri. Domani mattina comincerà l’inventario di tutti i documenti contenuti negli armadi, che era poi l’obiettivo dello studio legale che segue la dipendente anche in ragione dei fatti avvenuti a dicembre, sempre nella sede della Civitas, durante i quali è sparito un falcone, poi ritrovato nella macchina di un altro dipendente, ma di cui è stata accusata la responsabile del servizio amministrativo che ha però sempre respinto questa accusa. Con la causa per mobbing in corso il suo legale ha voluto cristallizzare la situazione richiedendo e ottenendo un ordine del tribunale ad effettuare il sequestro giudiziario. E per la Civitas è davvero caos perché l’azienda è in questi giorni sotto stress anche per i problemi generati dall’invio di quasi duemila avvisi di pagamento della Tasi 2014, che la giunta Ciarapica ha deciso di mandare in fretta e furia ai civitanovesi per evitare la prescrizione, e sui quali si addensano dubbi circa la legittimità della procedura adottata. Dubbi che, se dovessero essere confermati dalla verifiche che studi legali e associazioni di consumatori stanno effettuando, potrebbero comportare l’annullamento di tutti i bollettini con la conseguente perdita, da parte del Comune, di un gettito di circa 350 mila euro e quindi con un enorme danno erariale.

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