Si è tenuta l’assemblea dell’Ata Rifiuti della provincia di Macerata, al centro della quale è esplosa la polemica sulla scelta del sito destinato alla nuova discarica provinciale. Secondo quanto denunciato dalle opposizioni, la graduatoria tecnica originaria sarebbe stata modificata attraverso criteri politici introdotti successivamente alla stessa graduatoria, ribaltando così l’esito iniziale.
In particolare, Montefano sarebbe passata dal quindicesimo al primo posto della lista dei siti individuati. Una decisione che ha acceso lo scontro politico e istituzionale, con accuse pesantissime rivolte alla maggioranza dei sindaci di centrodestra presenti in assemblea. Secondo i critici, infatti, i comuni governati dal centrodestra avrebbero votato per concentrare la realizzazione della discarica nei pochi comuni amministrati dal centrosinistra.
Forte anche la partecipazione dei cittadini. Decine di persone si sono presentate per assistere all’assemblea, ma oltre cinquanta sono rimaste fuori dall’aula consiliare perché non è stato consentito l’ingresso oltre il limite consentito di capienza.
Durissimo il commento del consigliere regionale Leonardo Catena:
“Oggi in provincia di Macerata all’assemblea dell’Ata rifiuti è andata in scena una delle pagine più vergognose della storia politica maceratese con l’approvazione di un atto, forse illegittimo, di bullismo istituzionale che ha piegato una scelta importante come quella del sito per la nuova discarica non agli interessi pubblici di idoneità ed economicità ma a logiche di appartenenza politica.
I sindaci che hanno votato favorevolmente hanno disonorato l’istituzione che rappresentano.
Il Comune di Montecassiano rappresentato dal vicesindaco Katia Acciarresi ha giustamente votato contro.
I cittadini stanno già pagando una Tari più alta e pagheranno sempre di più perché l’ex presidente della provincia Antonio Parcaroli per anni ha evitato la responsabilità di scegliere. Quando si sono accorti che la graduatoria dei siti fatta dall’Università Politecnica delle Marche secondo i criteri approvati a maggioranza non era di loro gradimento l’hanno stravolta e sovvertita per colpire i comuni non allineati e le loro comunità.
Ora partiranno i ricorsi, passerà tempo e nel frattempo la Tari continuerà ad aumentare.
Questi sindaci dovrebbero vergognarsi per aver disonorato le istituzioni e danneggiato la comunità provinciale.”








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