CONCESSIONI BALNEARI, IL CONSIGLIO DI STATO DICE STOP ALLE DEROGHE

Normativa Bolkestein, sono illegittime le proroghe concesse dal Governo ai balneari. Il Consiglio di Stato boccia le norme emesse dal Governo Meloni nella Finanziaria scorsa e che si fondavano sulla tesi che la risorsa delle spiagge in Italia non fosse scarsa e non ci fosse quindi bisogno di pubblicare i bandi per le aste pubbliche. Un piano che non ha convinto i giudici che chiedono vengano messe a bando le concessioni delle spiagge italiane.
È stata depositata ieri la sentenza che non ha accolto il ricorso presentato da un operatore balneare riminese e, nelle more del verdetto, i giudici scrivono che la risorsa delle spiagge è sicuramente scarsa e ribadisce quello che ha affermato in precedenti sentenze, e che cioè che la legge emessa nel 2023 per prorogare le concessioni balneari automaticamente fino al 31 dicembre del 2024 deve essere disapplicata. Una sentenza che si ripercuote a cascata sui Comuni che hanno prorogato le concessioni agli stabilimenti balneari senza avviare le procedure per la messa al bando delle spiagge. La sentenza del Consiglio di Stato smentisce la mappatura delle spiagge che aveva prodotto il Governo Meloni portandole da 8000 a 11.000 Km di lunghezza per dimostrare che sono un bene disponibile e che quindi c’era spazio per chi avesse voluto investire senza la necessità di fare i bandi.

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