ALGORITMO DELLA PIEVE E LA LINEA DEL PIAVE

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Ospedale unico, l’algoritmo della Pieve e la linea del Piave. Dopo la disfatta di Caporetto patita da Civitanova e salutata con esultanza da Ciarapica, felice che se lo sia accaparrato Macerata, entra in campo Forza Italia per evitare il disastro politico. La Pieve diventa il fronte del Piave della destra, che sulla sanità ha perso la bussola e quel che conta ora è minimizzare la sconfitta e dare la colpa al Partito Democratico. Se ci si attesta su questo versante del dibattito e si sparano slogan, magari nessuno si chiede perché alla conferenza dei sindaci della provincia, cioè l’organismo che ha deciso la collocazione dell’ospedale, Ciarapica non si è opposto alla proposta avanzata da Carancini di portarlo a Macerata. C’è la sua firma nella Caporetto di Civitanova. Ora, sfortuna vuole che manchi un generale Diaz e abbondino invece i Cadorna, ed ecco spuntare gli elmetti di Brini e Mobili che vanno all’assalto del Pd e lasciano nelle retrovie Ciarapica, soldatino allo sbaraglio su un terreno su cui si è giocata una battaglia cruciale per Civitanova e che lui ha perduto senza combattere, senza nemmeno capire. Meglio lasciarlo a spostare campetti di basket, cosa che gli riesce meglio, mentre sullo stadio e l’ospedale non ne azzecca una. Però, le truppe sono allo sbando. Con la bandiera di Macerata che sventola sull’ospedale unico, se Ciarapica esulta e Forza Italia no, qualcosa non torna. La destra è divisa. E come lo spiega all’elettorato, pasturato a suon di ‘l’ospedale non si tocca’, che per l’incapacità di Ciarapica un algoritmo si è fermato sulla Pieve invece che sull’area Montecosaro-Civitanova? Non lo spiega e allora crea il nemico, attacca un manifesto e spara un altro slogan. L’ospedale è perduto, resta la guerra della parole.

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