AL NINOCAFẺ DI MACERATA UN GRANDE EVENTO CON BASILI

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Giuseppe Rinaldo Basili è una delle più belle firme della pittura contemporanea: è nato nel 1959, vive nelle Marche e il web, al quale si può accedere facilmente, descrive e riunisce la bellezza delle sue composizioni, una delle quali fa parte di questo testo e che abbiamo tratto dal cartoncino d’invito. . Parlando di sé, una volta Basili ebbe a dire: “David Hcknei (famoso personaggio del mondo artistico britannico), diceva di non ascoltare ciò che l’artista dice, ma di osservare solo ciò che fa” e dinanzi ai suoi apporti pittorici, si rimane affascinati da quelle suggestive geometrie del colore.
Di lui, il critico maceratese, Daniele Taddei, ha scritto pagine notevoli di valutazioni pittoriche e di riflessioni ed è stato lui stesso ad annunciare la mostra, dal titolo “Hugs”, che sarà inaugurata al NinoCafè di Macerata (via Roma, 244) domenica 23 aprile alle ore 18,30 e andrà avanti fino al 21 giugno. “Un altro appuntamento con l’Arte di assoluto livello – ha scritto nell’invito Taddei – il ciclo produttivo degli “Hugs”, di Giuseppe Rinaldo Basili. “Hugs”, tradotto in italiano, vuol dire “abbracci”, e mai come in questo tempo questa parola ci deve far riflettere. Viviamo in un mondo diviso sotto ogni aspetto, la tolleranza e la fratellanza sono caduti nel dimenticatoio, le guerre diventano sempre di più mercati finanziari, i morti oramai non si contano più. In questo panorama l’uomo esce sempre più fragile ed indifeso, ha perso ogni speranza di un aiuto, di una mano, di un abbraccio. Come in tutte quelle espressioni che nascono dall’interno, dal profondo dell’animo, il messaggio che ci vuol mandare Giuseppe Rinaldo Basili è proprio questo, quello di abbassare i toni, le violenze, gli egoismi, le invidie, le corse esasperate al danaro, l’indifferenza ed altro ancora. “Hugs” è un invito, una esortazione, un incitamento all’amore, al rispetto, alla libertà, all’uguaglianza, alla fratellanza, non vuol essere altro. Stringiamoci tutti in un grande abbraccio e solo in questo modo potremo guardare oltre con un sorriso, quel sorriso che oramai non ci appartiene più ma che rimane il gesto migliore per sentirci tutti fratelli”. Da aggiungere non c’è proprio nulla.

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