Nel dibattito politico locale degli ultimi giorni, torna al centro dell’attenzione il ruolo delle liste civiche nella coalizione di centrodestra. In particolare, fa discutere un recente intervento del referente di Civitanova Unica, che – numeri alla mano – ha evidenziato come “le due civiche della coalizione di centrodestra della scorsa tornata amministrativa, ovvero Vince Civitanova e Civitanova Unica, abbiano ottenuto quasi la metà dei consensi”, risultando dunque “determinanti per la seconda vittoria del sindaco Ciarapica”.
Una lettura che trova una sostanziale condivisione anche da parte di Vince Civitanova, che però guarda già avanti, alla prossima tornata elettorale. Il movimento ribadisce con fermezza la propria collocazione politica, sottolineando che “per onorare la nostra storia e per rispettare il nostro elettorato, Vince Civitanova rimarrà nell’alveo del centrodestra anche nella prossima tornata elettorale comunale”.
Allo stesso tempo, viene posto un punto ritenuto fondamentale: la scelta del futuro candidato sindaco. Secondo Vince Civitanova, infatti, questa non potrà essere il risultato di decisioni calate dall’alto, ma dovrà nascere da un confronto locale. “Il nome del candidato sindaco non dovrà uscire dalle segrete stanze dei partiti nazionali ma da condivisioni civitanovesi”, si legge nel comunicato, con l’obiettivo di garantire “pari dignità tra tutti coloro che dovranno contribuire alla sua elezione”.
Un passaggio centrale riguarda proprio il peso delle liste civiche, che rappresentano una componente significativa dell’elettorato: “quelle liste civiche che contano circa il 20% dell’elettorato del centrodestra civitanovese”. Un dato che rafforza la richiesta di un coinvolgimento pieno e diretto nelle scelte strategiche.
Pur riconoscendo che “è presto parlare delle prossime elezioni comunali e di un eventuale ‘blocco civico’”, Vince Civitanova ritiene invece maturo il momento per fissare alcuni principi chiave. Tra questi, la necessità che “la scelta sul nome del prossimo candidato sindaco non dovrà essere presa nei tavoli nazionali o regionali ma in un tavolo civitanovese”, dove il candidato dovrà essere “condiviso anche dai ‘civici’ che hanno già una storia elettorale e un elettorato stabile e fidelizzato”.
Non manca un avvertimento politico: “se così non fosse, visto che alcuni accordi sono già saltati, ogni gruppo potrà sentirsi in diritto di fare le proprie scelte”. Una posizione che lascia intendere possibili scenari alternativi qualora non si trovasse un’intesa condivisa.
Infine, il movimento ribadisce la propria linea di azione, ponendo al centro l’interesse della città: “quello che ci interessa di più, a noi di Vince Civitanova, è lavorare per il bene della città anche a dispetto delle nostre posizioni personali e lo abbiamo già abbondantemente dimostrato”.




