I Consiglieri di opposizione Giulio Silenzi, Tommaso Corvatta, Stefano Ghio, Stefano Mei, Pierpaolo Rossi e Marco Poeta, hanno chiamato a raccolta le associazioni Civitanovesi in difesa di Villa Eugenia, patrimonio culturale e identitario della città. Nel corso di un incontro con la stampa, Giulio Silenzi ha subito precisato come “Villa Eugenia non è né di destra né di sinistra, né delle liste civiche ma appartiene a Civitanova ed è di tutti i Civitanovesi e quindi anche di quei rappresentanti della destra civitanovese come gli ex Sindaci Marinelli e Mobili che hanno in passato fatto in modo che il Comune mantenesse il diritto di prelazione sulla Villa e che si sono espressi in tal senso anche prima dell’ultimo Consiglio.” Nel sottolineare la necessità di costituire un comitato dove ognuno possa sentirsi rappresentato, Silenzi ha poi evidenziato la gravità di quanto accaduto nella seduta dell’ultimo Consiglio comunale del 27 luglio scorso dove la maggioranza, con una decisione incomprensibile, ha votato per rinunciare al diritto di prelazione su Villa Eugenia e ciò a meno di tre mesi dalla sentenza che il Tar avrebbe pronunciato portando a compimento una vicenda decennale. Rinunciando al diritto di prelazione per accogliere la proposta di transazione del privato alla cifra irrisoria di 220 mila euro, questa maggioranza svende, per un misero piatto di lenticchie, un patrimonio culturale e di forte caratterizzazione identitaria per Civitanova. Una decisione tanto più incomprensibile se si riflette sul fatto che le casse del Comune godono di ottima salute grazie ad un bilancio solido e risanato dalla precedente Amministrazione e grazie ai 6 milioni di euro provenienti dalla vendita di Gas marca (basti pensare che, solo per l’anno 2017, l’Atac ha avuto un utile di 500 mila euro consegnato al Comune). Eppure, nonostante ciò, in assenza di una qualsiasi visione progettuale presente e futura della città, si decide di svendere Villa Eugenia. I consiglieri hanno ribadito che “siamo in presenza di amministratori incapaci di gestire una vicenda complessa come questa che potrebbe portare grandi benefici a Civitanova se solo si fosse in grado di accedere, una volta avuta la proprietà pubblica, ai finanziamenti europei previsti per i beni artistici e culturali senza scopo di lucro e che consentirebbero di creare progetti d’interesse come un polo culturale. Ma questo implicherebbe una progettualità, una visione culturale, lungimirante e competente che gli attuali amministratori non possiedono”. Stefano Mei ha evidenziato la totale mancanza di progettualità di questa Amministrazione che, a parte i 780 mila euro per il campo di calcio di Civitanova Alta per il quale non sono stati in grado neanche di accedere ai finanziamenti europei e la famigerata tassa di soggiorno, non sono stati capaci di porre in essere nessun progetto a vantaggio dello sviluppo della città. “Eppure – ha detto Mei – non solo i soldi ci sono ma addirittura sono state approvate 800 mila euro di variazioni di bilancio a beneficio di eventi dal profilo culturale inesistente”.
Sia Mei che Ghio hanno evidenziato le modalità assurde con cui si è portata a conoscenza dei consiglieri questa vicenda. Il 18 luglio c’è stata la convocazione della Commissione al termine della quale la maggioranza si era presa l’impegno di rinviare il punto all’ordine del giorno sul destino di Villa Eugenia. Solo 9 giorni più tardi, il 27 luglio, senza la possibilità da parte dei Consiglieri di acquisire informazione e di fare le dovute valutazioni, durante il Consiglio, è stato fatto un colpo di mano e si è deciso inspiegabilmente di rinunciare al diritto di prelazione! Anche Tommaso Corvatta ha ribadito la gravità della decisione della maggioranza ed ha difeso le scelte fatte dalla precedente amministrazione su Villa Conti, anch’essa patrimonio culturale rilevante di Civitanova, ma sulla quale il Comune non aveva un diritto di prelazione.
In quel caso, Villa Conti non la si è persa, ma la proprietà è passata da un privato ad un altro privato ed il Comune, se lo volesse, oggi si troverebbe nella condizione di accordarsi con il proprietario per un suo utilizzo.
L’intento dei Consiglieri è quello di dare vita ad un comitato di cittadini che possa affiancarli al fine di far annullare la delibera di maggioranza allo scopo di proporne una nuova, in base alla quale si possa far valere il diritto di prelazione del Comune per l’udienza convocata per il prossimo novembre dinanzi al Tar. Partiranno, per questo, due petizioni per raccogliere le firme, sia di persona che on-line (quest’ultima promossa dal M5Stelle) perché, come ha detto Corvatta, “Civitanova non può perdere il suo cuore più antico e più vero”.
Di Vera Spanò




