“VE SERVE UNA SCOSSA”, COSÌ I TERREMOTATI INVITANO LA REGIONE A DARE RISPOSTE CONCRETE

Una delegazione di terremotati che ha protestato per i ritardi della ricostruzione sotto la sede della Regione Marche è stata ricevuta a Palazzo Li Madou dal responsabile dell’Ufficio ricostruzione Cesare Spuri, e da Fabio Sturani e Sara Giannini, dello staff del presidente della Regione Marche. I manifestanti, quasi tutti della zona di Ussita e Fiastra, in provincia di Macerata, hanno chiesto risposte concrete per i loro territori, ”dopo mesi di immobilismo”.

“Dal 24 agosto lavoriamo tutti i giorni e facciamo tutto quanto è nelle nostre possibilità con la ‘fissa’ di risolvere i problemi” causati dal sisma ha detto Cesare Spuri. Quanto alla presunta “assenza della Regione e del presidente dalle zone terremotate”, ha ribattuto che “il presidente Luca Ceriscioli e l’assessore Angelo Sciapichetti hanno girato come ‘trottole”’, mentre gli uffici stanno lavorando ”per fare tutto quanto è possibile”. Le Soluzioni abitative di emergenza, le casette, che nelle Marche ancora non ci sono, uno dei temi trattati: Spuri ha ricordato che ne sono state ordinate altre 700.

“Strategia dell’abbandono” e anche “ve serve una scossa”: questo il tenore dei cartelli esposti davanti alla Regione Marche dagli esponenti della rete ‘Terre in moto’ e da alcuni terremotati dell’Ascolano, Maceratese e Fermano che hanno preso parte ad un sit-in organizzato contro il presunto “immobilismo” della Regione. “Ci hanno detto ‘non vi abbandoneremo’ – ha sostenuto Claudio Bellini, che gestisce un campeggio a Ussita e una spiaggia attrezzata sul lago di Fiastra -, invece ci hanno abbandonato. E’ tutto un marasma burocratico, un rimpallo di responsabilità. Siamo stanchi: servirebbe dare più potere ai sindaci che conoscono le persone, il vivere quotidiano. Non sono stati capaci di fare quattro stalle. La Regione? Distantissima”.

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