Depositate le motivazioni che hanno portato alla condanna a tre anni di reclusione dell’ex dg di Banca Marche Massimo Bianconi per il reato di corruzione tra privati.
“È manifesta la violazione da parte di Bianconi del principio di lealtà, immanente al ruolo di Direttore Generale in seno alla banca. Egli, in un evidente abuso dei poteri esercitati, informati e sviati al primario interesse personale, in chiaro conflitto con quello della banca, poneva in essere una condotta gravemente infedele avallando e privilegiando pratiche di finanziamento totalmente imprudenti per la banca”, si legge nelle motivazioni.
Il procedimento prendeva in considerazione una serie di presunti scambi di favori tra Bianconi e gli imprenditori Vittorio Casale (assolto) e Davide Degennaro (condannato a due anni, pena sospesa).
Bianconi è stato giudicato colpevole per la compravendita dell’immobile di via Archimede a Roma instaurata nel 2011 con Degennaro. Per la Procura Degennaro avrebbe finto di acquistare quote dalla Archimede 96, società riconducibile alla famiglia Bianconi, per mascherare la dazione di 3,6 milioni di euro ai parenti dell’ex dg.
Per quanto riguarda il secondo capo di imputazione, la sentenza si sofferma su alcune pratiche di finanziamento concesse da Banca Marche alle società di Degennaro, dove si evinece “la assoluta brevità di iter tra la proposta e la approvazione”.Viene sottolineato come per affidare ben 8 milioni di euro sia stata sufficiente una sola riga”.
UNA SOLA RIGA PER CONCEDERE UN FINANZIAMENTO DI 8 MILIONI DI EURO. L’EX DG DI BANCA MARCHE BIANCONI GIUDICATO INFEDELE
L'ex dg di Banca Marche Massimo Bianconi




