UNA CASA E UN’AMBULANZA DONATE ALLA CROCE VERDE. IL TESTO DELLA BELLA LETTERA DEL BENEFATTORE ANONIMO

Ha avuto tanta eco in città la notizia della donazione record – una casa e una ambulanza – alla Croce Verde da parte di un anonimo che nel compiere il suo gesto ha chiesto all’associazione che il suo nome non fosse mai rivelato. Ieri pomeriggio nella sede della Croce Verde si è tenuta la cerimonia di ringraziamento all’autore di una scelta di incredibile generosità, accompagnata dalla volontà di restare nell’ombra. Al punto di aver affidato a un suo conoscente un messaggio da leggere alla platea di dirigenti e volontari dell’associazione, verso la quale ha avuto parole di profonda gratitudine. Una lettera profonda e una analisi della società attuale che non ha solo commosso, ma anche stimolato i presenti a una profonda riflessione. Questo il testo: “In una società in cui l’ostentazione e il fare bella mostra di sé sembrano essere i valori fondanti, in una società in cui lo scopo della vita sembra consistere nel potersi scatenare in danze frenetiche intorno al vitello d’Oro del nulla esistenziale, in una società sempre più schiava di uno squallido neo paganesimo dove la bellezza della semplicità e la semplicità della bellezza sono sacrificate sugli altari della dea cosmesi, in questa terra desolata così svuotata di valori più profondi ci sono ancora persone che ritengono importante dedicare parte del loro tempo e delle loro energie a soccorrere chi sta attraversando momenti particolarmente dolorosi. Voi, volontari e volontarie della Croce Verde, siete tra questi e a voi va la mia riconoscenza e il mio ringraziamento, anche e soprattutto in nome di Primo e di Lucia, persone straordinarie, a me carissime che sono state un esempio luminoso di amore, di rispetto, di semplicità, di laboriosità e di altruismo. In loro nome e in loro memoria, a voi volontarie e volontari della Croce Verde, grazie”. Al termine della lettura un riconoscente applauso dalla sala prima della inaugurazione della nuova ambulanza dedicata alla memoria dei suoi familiari, Primo e Lucia.

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