UN SILENZIO CHE FA RUMORE: QUEL GONFALONE ASSENTE AL FUNERALE DI BARBARA STORANI

Di Livia De Pace

Il silenzio, spesso, è cifra di rispetto e di deferenza, ma non questa volta. Stavolta la mancanza di voce è diventato segno di grettezza umana e mancanza di rispetto delle istituzioni.
Non è passata inosservata infatti, ad un funerale solenne come quello di Barbara Storani, l’agente della polizia locale morta a soli 63 anni dopo una malattia fulminante scoperta pochissime settimane fa, la mancanza del gonfalone comunale.
All’amatissima vigilessa in tanti stamattina hanno reso omaggio, portando il proprio saluto ai familiari, un picchetto d’onore, il corteo delle forze dell’ordine sulla via principale della città, tutti segni di un rispetto profondo per la vita, per la persona e per il ruolo della Storani. Ci si aspettava anche qualche segno anche da parte delle istituzioni civiche. Invece, tra il raccoglimento e il dolore palpabile, è emersa un’assenza che stride e fa rumore.
Il sindaco Fabrizio Ciarapica non ha mai brillato per osservanza del galateo e del cerimoniale, ma appare assurdo che nessuno dei suoi collaboratori, stipendiati e non, abbia sollecitato, suggerito o proposto un comportamento da tenere per l’occasione.
Forse disorientato tra una sagra del calamaro, una cena elettorale, un libro con Cruciani non ha avuto il tempo per un minuto di raccoglimento e per richiedere la presenza del gonfalone.
Ancor più sobrio (forse troppo) il silenzio sui canali visivi cittadini: nessun manifesto affisso, nessun messaggio condiviso. È vero, c’era dolore vero, e va rispettato, ma è proprio nelle dolorose circostanze che i gesti istituzionali assumono valore. La loro assenza, viceversa, pesa e resta nelle parole non dette.

Una risposta

  1. Loredana ha detto:

    Questa amministrazione Ciarapica è la vergogna di questa città

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