TRE MANAGER TOD’S INDAGATI PER CAPORALATO, CHIESTA INTERDITTIVA DI 6 MESI PER L’AZIENDA

Tre manager di Tod’s Spa risultano indagati dalla Procura di Milano per caporalato, e la stessa società è stata iscritta nel registro degli indagati ai sensi della legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. L’inchiesta, che nei mesi scorsi aveva già portato alla richiesta di amministrazione giudiziaria per presunti omessi controlli nella filiera dei subappalti gestiti da opifici cinesi, si arricchisce ora di nuove contestazioni.

Il pm Paolo Storari, come emerge da una richiesta al gip Domenico Santoro anticipata dal Corriere della Sera, non parla più soltanto di responsabilità omissive: formula anche ipotesi di condotte dolose. Secondo gli atti del Nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri, i manager non avrebbero tenuto in alcuna considerazione gli esiti di ispezioni e audit condotti in sei opifici situati tra le province di Milano, Pavia, Macerata e Fermo. I controlli evidenziavano pesanti indici di sfruttamento: orari estenuanti, paghe irregolari, violazioni delle norme di sicurezza e condizioni abitative definite “degradanti”.

Già l’8 ottobre si era saputo che Storari aveva chiesto l’amministrazione giudiziaria per Tod’s, come già avvenuto per altre cinque griffe del lusso coinvolte in casi simili. La procedura si è però arenata dopo l’insorgere di un conflitto di competenza territoriale: la Cassazione è chiamata a decidere se il procedimento debba restare a Milano o passare ad Ancona.

Nel frattempo, il pm ha depositato una richiesta di interdittiva di 144 pagine chiedendo che Tod’s venga sospesa per sei mesi dall’attività di pubblicizzazione dei propri prodotti. L’udienza davanti al gip Santoro è fissata per il 3 dicembre. Nello stesso atto emerge che, oltre alla società, sono indagati i dirigenti Simone Bernardini, Mirko Bartoloni e Vittorio Mascioni. La Procura sostiene che avrebbero utilizzato manodopera cinese in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori impegnati nella produzione di divise per commessi e tomaie per calzature.

L’atto ricostruisce presunte violazioni su orari, retribuzioni, sicurezza, igiene e condizioni dei dormitori, sottolineando che l’azienda avrebbe agito con “piena consapevolezza” della situazione, ignorando ripetuti audit di un certificatore esterno che tra il 2023 e il 2024 segnalavano “gravi violazioni”.

Il 10 ottobre Diego Della Valle aveva respinto con fermezza ogni accusa, affermando: «Il nostro è un gruppo rispettato nel mondo, facciamo dei valori etici una bandiera. Non siamo quelle porcheriole. Il pm Storari venga a vedere le nostre aziende».

In una nota diffusa ieri, Tod’s ha comunicato di prendere atto del rigetto da parte della Cassazione delle richieste del pm Storari. La società, riferendosi alle nuove contestazioni, ha dichiarato di star esaminando la documentazione “con la stessa tranquillità” e ha criticato il “preoccupante tempismo” del magistrato.

Una risposta

  1. Il Sig.Della Valle è ed è sempre stato una persona rispettabile, sensibile e consapevole delle necessità dei lavoratori.Io lo stimo molto.

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