Grande attesa per l’appuntamento alle 21.30 con l’antropologo e sociologo Marc Augè intervistato da Filippo La Porta. L’autorevole etnologo francese ci guiderà verso il futuro del mondo globalizzato. Alle 23 Futura Festival prosegue con due appuntamenti in contemporanea: nel cortile dell’ex liceo Viola Di Grado, scrittrice emergente irriverente, ma capace del fascino e della potenza dei grandi classici conclude la serata, mentre nel Chiostro di Sant’Agostino va in scena la rilettura scenica del Rinoceronte di Ionesco di Piergiorgio Cinì.
“Insieme a Marc Augè e all’astronauta Umberto Guidoni toccheremo vette inesplorate di Futuro”, ha detto il direttore artistico Gino Troli. “Siamo molto soddisfatti dei risultati. È una scommessa sulla quale abbiamo investito, utilizzare un format già esistente per trattare argomenti di altissimo livello. Non sono gli ospiti a dover abbassare il contenuto delle argomentazioni, ma sono gli spettatori ad innalzare il proprio livello culturale”, ha dichiarato il sindaco Corvatta.
Sempre oggi, vernissage per la mostra dedicata a Rudolf Nureyev, la prima monografica a lui dedicata alla Chiesa di San Francesco a Civitanova alta. Cimeli, fotografie e ricordi del più grande ballerino di sempre raccolti dalla famiglia Pignotti in oltre 30 anni di collaborazione con il coreografo. Parallelamente, anche una mostra all’orgoglio della città: Enrico Cecchetti. Sabato la danza entra a Futura e dal pomeriggio fino a notte inoltrata in tutti i teatri della città prima assolute e prime nazionali per festeggiare il ventennale di Civitanova Danza.
Domenica si torna nella città alta a partire dalle 17.30 con le letture per ragazzi e poi dalle 18 Alfonso Berardinelli e Raffaele Simone dialogano su “Anacronismi come spazi di libertà individuale”. Alle 19.30 si gusta il “sapore del nuovo” con Giovanni Cocco e il libro “La caduta”. Alle 21.15 torna il giardino della scienza per i più piccoli e in piazza della Libertà musica con Aspect Radio e a seguire Mark Zitti e i Fratelli Coltelli e guest Gegè Telesforo in concerto.
Si parla invece di riviste e del futuro dell’editoria alle 23, nel cortile dell’ex liceo, con Filippo La Porta che si confronta con Massimo Onofri e Gianni Saporetti, direttore dell’unica rivista in Italia dedicata esclusivamente alle interviste. Si chiude poi in bellezza il week end con Mariangela Gualtieri che alle ore 23, al teatro Annibal, Caro dà vita orale ai propri versi, cucendo insieme tre movimenti. In primo luogo il Sermone ai cuccioli delle mia specie, testo che ha il tono accorato, riflessivo ed esortativo dei sermoni, dedicato a tutti coloro che dell’infanzia avvertono la potenza, la meraviglia, il dono, la leggerezza e anche la minaccia che su essa incombe. La parte centrale riprende i temi della natura e dell’amore, fino ai più recenti inediti, mentre a chiudere è Bello mondo, un luminoso sfaccettato ‘grazie’ che, partendo da un poema di Borges, prosegue intrecciando versi della Gualtieri e versi di poeti amati. Tutti al teatro del futuro o al futuro del teatro.


