SONO NIDI DI LUMACA DI MARE QUELLE STRANE FORME DI SABBIA

La risposta l’avevamo a portata di mano, ma l’abbiamo superficialmente trascurata, ritenendo di poterla ricevere dai Musei del Mare e dalle Università ai quali ci siamo da anni rivolti per avere un riscontro scientifico di quelle strane forme di sabbia, una delle quali appare nella foto, che all’inizio di ogni stagione balneare si vedono poco distanti dalla riva del litorale nord della spiaggia civitanovese.  Abbiamo avuto la sensazione che di esse non si sapesse nulla, anche da parte di “vecchi” pescatori e secondo alcuni erano addirittura delle forme di sabbia realizzate da qualche buontempone.
Qualche risposta, per la verità, ci era stata fornita quando abbiamo cominciato a chiedere notizie su queste semilune dentate di sabbia, facili da raccogliere, dal momento che normalmente si trovano quasi a ridosso della riva in acque molto basse, ma nessuna di queste notizie ci era parsa credibile.
Venendo  in questi primi giorni di giugno a conoscenza dal TG3 delle Marche che nel notissimo Museo Malacologico Piceno di Cupra Marittima si era inaugurata la mostra: “Madreperla, oro bianco dalle conchiglie”, abbiamo ritenuto che in quella struttura scientifica ed espositiva, conosciuta in tutto il mondo, si potesse sapere qualche cosa su quelle strane forme di sabbia, una delle quali era stata ovviamente inviata in foto.
Immediata la risposta a dimostrazione di una elevata sensibilità professionale: “ Si tratta di un comunissimo agglomerato (nido)  – è stata la risposta via e.mail di uno dei due dirigenti  del Museo  Malacologico di Cupra, Tiziano  Cossignani, l’altro dirigente è il fratelloVincenzo  –  di una lumaca di mare: Natica stercusmuscarum (Gmelin, 1791) (= Naticarius millepunctatus (Lamarck, 1822)).  Nome volgare: Natica millepunti. (ad Ancona la vendono al mercato con il nome di “baci”). Tutte le Natiche producono un nido di uova simile. Cordiali saluti. Vi aspettiamo a Cupra dove potrete vedere esposto il misterioso oggetto fotografato”.  In pratica,  in quelle conformazioni sabbiose vengono deposte  centinaia di uova  da parte della lumaca di mare, per cui quando le notiamo hanno già assolto il loro ruolo.
Da quell’immensa enciclopedia online che è Wikipedia, abbiamo appreso che i due studiosi, ai quali si  fa riferimento, sono: Joann Friedrich Gmelin (1748-1804) , filosofo, botanico ed entomologo tedesco, e Jean-Baptiste Lamark (1744-1829), naturalista, zoologo, botanico, enciclopedista e chimico francese.
Certi di fare cosa gradita ai nostri tanti appassionati di mare, riportiamo, quasi interamente, il comunicato emesso dal Museo Malacologico cuprense, in occasione della mostra: “Madreperla, oro bianco dalle conchiglie”, alla quale abbiamo fatto cenno.
“Ivan Perugia, malacologo ravennate di 73 anni, è stato premiato a Cupra Marittima, in occasione della inaugurazione della grande mostra “Madreperla, oro bianco dalle conchiglie”, con il riconoscimento internazionale:  “Una vita per la malacologia 2017”. Le motivazioni che hanno indotto la commissione aggiudicatrice del premio sono racchiuse nelle oltre 400 specie di Cerithiopsis descritte da Perugia, ricercate in tutto il mondo con il collega Alberto Cecalupo.
Alla cerimonia hanno partecipato numerosi malacologi giunti da tutt’Italia. Nel 2016 il riconoscimento era stato assegnato al belga Natal Severijn.
Alla manifestazione hanno partecipato il sindaco di Cupra Marittima Domenico D’Annibale, il presidente Pietro Colonella, il consigliere provinciale Tonino Capriotti e il presidente del Comitato Mostra Malacologica Tiziano Cossignani che con il fratello Vincenzo è il promotore del Premio.
Tra il pubblico i collezionisti di madreperle: Dino Basilissi di Firenze e Gian Maria Cannara di Busseto e l’artista di Torre del Greco Crescenzo Gaglione autore di uno straordinario cammeo su “Pinctada cumingii”.
La mostra pone in evidenza oltre 150 reperti artistici provenienti da tutto il mondo: dalla Cina alla Colombia, dalle Filippine alla Francia, conchiglie in madreperla incise, dipinte e traforate nel corso degli ultimi tre secoli. Oltre alla straordinaria bellezza delle opere esposte, i visitatori,  gli  stranieri in particolare,  restano stupefatti di trovare a Cupra Marittima, un paese di poco più di 5000 abitanti un museo di levatura mondiale con milioni di conchiglie e con tante mostre collaterali legate al mondo delle conchiglie e della madreperla. Per Alberto Angela, il Museo Malacologico del Piceno  è il Louvre delle conchiglie. In giugno il Museo è aperto e visitabile tutti i giorni dalle ore 16.00 alle ore 20.00 (ultimo ingresso alle ore 19.00)”.
Info:  Museo Malacologico Piceno, via Adriatica Nord , 240 63064  Cupra Marittima. (AP), tel. 0736/777550.
Nella foto sottostante, immagini  di conchiglie di Natica gentilmente messe a disposizione dal Museo Malacologico Piceno.

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