SLOT E LUDO-DIPENDENZA: UN TEMA COMPLESSO, DRAMMATICO E SOPRATTUTTO UN PROBLEMA SOCIALE

“Nessuno di noi, né a livello locale né a livello nazionale, si sarebbe mai nemmeno sognato di occuparsi del problema del gioco legale, se non fosse per le drammatiche implicazioni che esso ha sulla vita di tanti cittadini e di tante famiglia.” È Mirella Franco, Consigliere comunale PD e Vicepresidente Commissione Sociale, ad intervenite sulla questione della dipendenza patologica dal gioco. “La ludo-dipendenza – dice la Franco – è un fenomeno in aumento in maniera allarmante e che a Civitanova è molto presente, come dimostrano i dati pubblicati dalla stampa locale, che restituiscono la fotografia di una Civitanova Marche purtroppo primeggiante a livello regionale, con i suoi 31 milioni e 660 mila euro giocati, al netto delle vincite, nell’anno 2016, e con solo Ancona che le si avvicina con una spesa di 18 milioni e mezzo, ma con 100 mila abitanti (vedi Corriere Adriatico e Il Resto del Carlino del 23 gennaio 2018). Sappiamo che la dipendenza da gioco è considerata oggi dai clinici una vera e propria patologia, con gravissime ricadute sull’equilibrio familiare, lavorativo e finanziario, fino all’indebitamento, all’assoggettamento agli usurai, al suicidio; una forma grave di dipendenza che colpisce spesso proprio le fasce più fragili della società, con una grossa incidenza in percentuale di disoccupati, anziani, indigenti e, purtroppo, anche di minori.
Di questo problema era stato discusso nel consiglio comunale del 16 ottobre u.s.
In quella sede, ricordo che l’Assessore al Commercio P. Borroni si dichiarava preoccupato per la ricaduta occupazionale che si avrebbe con l’applicazione della Legge Regionale sul contrasto al gioco patologico e per la perdita di valore delle attività che oggi regolarmente sono sul territorio di Civitanova Marche (cfr. Verbale consiglio comunale 16 ottobre 2017 pag. 15), piuttosto che per il fenomeno della ludopatia e dei suoi drammatici risvolti del quale non faceva cenno nel suo intervento; ricordo che la mozione di proposta di modifica del regolamento, venne bocciata compattamente dalla maggioranza, ma con la promessa, tuttavia, di portare avanti la modifica del regolamento sulle slot e il gioco legale, coinvolgendo in modo interdisciplinare la commissione commercio e la commissione sociale, e con l’impegno solenne della Presidente della Commissione Sociale, Maria Cristina Ruffini, ‘per la modifica del regolamento’ (cfr. verbale seduta consiglio comunale 16 ottobre, a pag. 64).
A distanza di 3 mesi da quel consiglio comunale, non solo sul tema delle ludopatie e del loro contrasto non è mai stata riunita la commissione sociale, neanche per ragionare, in modo autonomo o congiuntamente con la commissione commercio, sulla modifica del regolamento sul gioco legale, ma addirittura leggiamo sulla stampa locale che la presidente della commissione commercio, Monia Rossi, è impegnata nella modifica dello stesso, e che il sindaco Ciarapica assicura che ciò avverrà a breve, dal momento che la commissione commercio (leggi Monia Rossi?) ha contatti continui con le associazioni e gli operatori; nelle dichiarazioni di Ciarapica e della Rossi non ci si sofferma per niente sul fatto che il tema sia prevalentemente di interesse sociale e che pertanto la commissione sociale avesse dovuto essere doverosamente coinvolta, in ogni passaggio significativo.
Per questa Amministrazione, quindi, viene dato per acquisito che il problema delle slot riguardi unicamente la commissione commercio e non sia piuttosto, invece, un problema con ricadute sul sociale (perché sul sociale, certamente, Monia Rossi e la commissione da lei presieduta, non avrebbero, né potrebbero avere, alcuna voce in capitolo, ma la parola spetterebbe alla commissione sociale e all’assessore alle politiche sociali). Ha prevalso quindi alla fine il Borroni-pensiero, che ci si debba occupare e preoccupare ‘solo’ delle ricadute occupazionali e sul valore delle attività locali. La commissione sociale non viene affatto coinvolta e viene tenuta al di fuori da ogni ragionamento, contatto o incontro, con buona pace per la parola data e l’impegno ufficialmente assunto dalla presidente della commissione, Ruffini, e, soprattutto, con buona pace per la tutela della salute e del benessere socio-economico dei cittadini!”

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