“Sull’ospedale unico, Ciarapica continua a non capire che solo la conferenza dei Sindaci (la sua maggioranza) può modificare la decisione della Pieve e che bisogna lavorare con le altre amministrazioni dell’interno e lui ha gia’ perso mesi preziosi.” A fare il punto è il consigliere e capogruppo del Pd Giulio Silenzi che scrive: “Il sindaco di Civitanova produce comunicati stampa che, testimoni della sua confusione, riportano una cronaca del consiglio aperto non veritiera. Infatti Ciarapica in polemica con il Presidente della Regione dice nel suo comunicato “Cerioscioli si era detto disposto a rivalutare la questione Pieve qualora dei Sindaci l’avessero richiesto. Ebbene la richiesta e’ arrivata da sette Comuni e nessuno ha ancora dato risposta.”
Ma non e’ così. C’è un verbale del consiglio comunale aperto sulla sanità che si è tenuto lo scorso 13 marzo a cui il sindaco era presente, evidentemente poco concentrato.
Il nutrito staff di propaganda che lo affianca farebbe comunque bene a farglielo leggere attentamente. Vi troverà scritto un passo in cui Ceriscioli spiega (INTERVENTO CERISCIOLI terza pagina, riga 150 fino a 154 e pagina 4 da riga 178 a 181) che in provincia di Macerata, così come avvenuto anche a Pesaro, la decisione della collocazione dell’ospedale unico è stata presa nella Conferenza dei Sindaci, E SOLO LI PUÒ’ ESSERE MODIFICATA. Quindi e’ evidente che quella scelta va ripercorsa nella conferenza dei Sindaci aggregando la maggioranza dei Sindaci che hanno, dice testualmente Ceriscioli: “una consapevolezza diversa diciamo d’accordo con le cose che dite Voi, fare questo passaggio se questo e’ possibile, quello che volevo dirvi oggi, dal punto di vista della Regione farlo li’ o farlo a 3 km piu’ giu’ a noi che ci cambia?”.
Per quanto riguarda la nostra provincia ricordiamo che la scelta della Pieve avvenne perfino con il commento entusiastico di Ciarapica che (dimostrando anche in quel caso di non aver compreso bene) parlò di ‘giorno felice per Civitanova’. Oggi, dobbiamo insistere e far capire ai Sindaci della montagna e non solo che la garanzia della permanenza dell’ospedale di Camerino, già deliberata, passa per stralciare il territorio montano dal resto della provincia e che, anche (un motivo in più) alla luce dell’inquinamento (non si parla della falda che e’ molto inquinata), va rivista la decisione della Pieve. Su questo bisogna creare una maggioranza dei Sindaci che riveda la scelta fatta. Ciarapica invece perde tempo, non lavora nell’unica direzione possibile e continua in una polemica sulla data dell’incontro con Ceriscioli che a sua volta gli dirà quello che ha già detto al consiglio comunale. Ciarapica perde di vista l’obiettivo, che è avviare un’opera di convinzione nei confronti di altri sindaci per ridiscutere la collocazione dell’ospedale unico e rimettere in gioco la zona vasta, pianeggiante, incontaminata, servita dalla superstrada e addirittura di proprietà dell’asur, quale e’ quella di Montecosaro piuttosto che quella della Pieve. Non sprechi altro tempo Ciarapica e rilegga attentamente il verbale del dibattito consiliare. Continuare a sbagliare crea un danno incalcolabile per il nostro territorio e per tutta la restante provincia collinare e costiera.
COMUNICATO STAMPA DI FABRIZIO CIARAPICA, SINDACO DI CIVITANOVA Il Sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Ciarapica torna a chiedere al governatore Ceriscioli un incontro, alla luce degli ultimi fatti emersi dopo i carotaggi.
La preoccupazione del Primo Cittadino non riguarda solo i tempi di costruzione, ma anche i costi che sono destinati ad aumentare, a discapito di tutti i cittadini.
«Da quanto apparso sulla stampa, pare che non vi sia più dubbio che i terreni siano inquinati, perché è stata addirittura resa nota la cifra di ben 800 mila euro per la bonifica. Di nuovo si sottovaluta il problema Sanità nella nostra Regione, mettendo in secondo piano, rispetto alle scelte politiche, le reali esigenze dei cittadini.
Gli interrogativi che sorgono sono sempre di più: quali sono i tempi per bonificare tutto?
I soldi stanziati basteranno per la bonifica o emergeranno altri aree da bonificare o problematiche inaspettate?
Quanto costerà poi acquistare gli altri terreni e costruire tutte le infrastrutture assenti al momento?
Ho sottolineato più volte le esigenze della costa, torno a ribadire come un territorio che ha un bacino di utenza tanto ampio, che vede raddoppiare la propria popolazione durante l’estate, non può essere messo all’angolo.
Al di la dei campamilismi e considerate le innumerevoli problematiche emerse, sembrerebbe sempre più quella di Montecosaro, la scelta più giusta, già dibattuta e per la quale Ceriscioli si era detto disposto a rivalutarne la posizione, qualora dei sindaci l’avessero richiesto. Ebbene, questa richiesta è arrivata da sette Comuni e nessuno ha ancora dato risposta.
Montecosaro, individuata anche dall’algoritmo, è la scelta più vantaggiosa per tutti: è condivisa da molti Sindaci del territorio, a Montecosaro l’ASUR ha già i suoi terreni, è ben servita dalle infrastrutture che sono già esistenti, a differenza della Pieve, conta infatti sull’uscita della superstrada e di un ottimo collegamento con l’autostrada.
Un investimento tanto ingente per le infrastrutture viarie, necessarie per la Pieve e non per Montecosaro, potrebbe essere speso in qualcosa di utile, come la riconversione dell’ospedale di Civitanova in una struttura di lungadegenza.
Il problema della terza età è molto sentito già oggi. Al momento i dati del Ministero dell’Interno parlano, per le Marche di 47 anziani per ogni posto letto. Più del doppio rispetto, ad esempio, alla Regione Piemonte e comunque al di sopra della media nazionale. Se già oggi la situazione è preoccupante, cosa succederà tra 20 anni quando l’età media aumenterà?
Dobbiamo essere lungimiranti e non possiamo rimandare queste scelte, perché 20 anni non sono poi così tanti. Pensare a tutte le fasce di popolazione è un dovere da parte degli amministratori e sperperare tanto denaro in un’opera che già prima di sorgere presenta evidenti difficoltà la ritengo una scelta che penalizza tutti i cittadini, quando si potrebbe ottenere poi lo stesso risultato, ma economizzando su molti aspetti.»




