Sacche di plasma raccolte grazie alle donazioni dei cittadini marchigiani, arrivate regolarmente al centro, ma non lavorate entro le 24 ore previste e perciò buttate via.
A far esplodere il caso è stata un’inchiesta di Fanpage.it, che ha portato alla luce quanto accaduto nei primi giorni di marzo all’officina trasfusionale di Torrette.
È scontro politico nelle Marche sul caso delle sacche di plasma non utilizzabili. Durante il Consiglio regionale, il consigliere del Partito Democratico Fabrizio Cesetti ha attaccato duramente la gestione della vicenda, chiedendo un intervento della magistratura.
“L’assessore invii gli atti alla Procura della Repubblica per trovare le responsabilità. Non basta una “verifica interna”, quello che è accaduto è gravissimo. “Si tratta di una quantità rilevante di sacche di plasma scadute e buttate a causa di una disorganizzazione dovuta all’assenza di personale e a contratti inadeguati. Un’emergenza già evidenziata fin da febbraio 2024 da una interrogazione del gruppo Pd (primo firmatario Mastrovincenzo). Su questo è chiamato dare spiegazioni il Presidente Acquaroli. E’ infatti lui che risponde della sanità e poi assegna la delega all’assessore” ha dichiarato Cesetti intervenendo nelle dichiarazioni di voto. Insomma dice Cesetti: “Qui ci sono responsabilità precise e ve le dovete assumere”.
Nel suo intervento, dunque, Cesetti ha evidenziato come lo spreco di sacche di plasma rappresenti un fatto particolarmente grave per il sistema sanitario regionale. Da qui la richiesta esplicita di trasmettere gli atti alla Procura, accompagnata da una critica alla gestione della vicenda da parte del Presidente della giunta e da un’accusa implicita di responsabilità politiche e organizzative (https://www.facebook.com/share/v/1Ark3p4Dvz/?mibextid=wwXIfr).
L’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro, ha ridimensionato l’entità del problema annunciando l’avvio di una verifica interna.
“Faremo una commissione di verifica perché vanno garantiti i donatori ma sicuramente il problema non è delle dimensioni riportate”.
L’assessore ha chiarito che si tratta di circa 300 sacche di plasma, “certamente non 6 quintali”, equivalenti alla raccolta di un solo giorno di donazioni. La criticità, ha spiegato insieme al direttore del Dipartimento Salute Antonio Draisci, sarebbe stata causata dall’assenza contemporanea di due dipendenti nei primi giorni di marzo, come segnalato dal DIRMT, la struttura regionale che coordina la gestione del sangue e dei plasma-derivati.
La Regione sostiene di essere intervenuta tempestivamente: sono stati chiamati tecnici da Ancona, affiancati da personale interno, mentre il plasma in eccesso è stato trasferito in altri centri e sono stati accelerati i ritiri destinati all’industria farmaceutica.
“Dal momento in cui si è manifestata la criticità alla soluzione sono passate poche ore – ha aggiunto Calcinaro – ma in questo frangente 300 sacche di sangue sono rimaste inutilizzabili”.
La vicenda resta quindi al centro del confronto politico, con l’opposizione che chiede chiarezza giudiziaria e la maggioranza che punta su verifiche interne e sul ridimensionamento




