Il caso delle sacche di plasma finite nei rifiuti nelle Marche si trasforma in un duro scontro politico. Il Partito Democratico regionale parla apertamente di “scandalo gravissimo”, puntando il dito contro la gestione della sanità da parte della giunta guidata da Francesco Acquaroli e dell’assessore Paolo Calcinaro.
Secondo il PD Marche, non si tratterebbe di un episodio isolato ma del segnale evidente di un sistema sanitario in difficoltà, segnato da disorganizzazione e carenze nei controlli. A rendere la vicenda ancora più delicata è l’ipotesi, emersa nelle ultime ore, di una possibile sovrapposizione tra chi dovrebbe vigilare e chi sarebbe direttamente coinvolto nelle attività di gestione del sistema sangue.
«Non siamo di fronte a un errore secondario», afferma la segretaria regionale Chantal Bomprezzi. «Parliamo di plasma, un bene prezioso raccolto grazie alla generosità dei donatori e fondamentale per la cura dei pazienti, finito invece nella spazzatura. E ora emergono elementi ancora più inquietanti, come la coincidenza tra controllore e controllato».
Sulla stessa linea il responsabile sanità del partito, Andrea Vecchi, che accusa la giunta regionale di aver costruito una narrazione distante dalla realtà: «Per anni hanno raccontato una sanità efficiente e sotto controllo. Oggi quella propaganda crolla davanti ai fatti. Se si arriva a buttare plasma nei rifiuti, significa che l’intero sistema non funziona».
Il PD chiede chiarezza su diversi punti: chi ha commesso errori, da quanto tempo esistono criticità nella gestione del materiale ematico, quante sacche siano state coinvolte e quali danni siano stati prodotti. Ma soprattutto, il partito solleva dubbi sull’assetto organizzativo che avrebbe potuto consentire una pericolosa sovrapposizione di ruoli.
Nel mirino anche le condizioni complessive della sanità marchigiana, già segnata – secondo l’opposizione – da liste d’attesa lunghe, carenza di personale e strutture sotto pressione. «Il vero scandalo», sottolineano i dem, «è un sistema che non riesce a prevenire né a correggere gli errori e che rischia di chiudersi in dinamiche di autocontrollo».
Tra le richieste avanzate: una relazione pubblica immediata, la trasmissione degli atti agli organi competenti, un controllo straordinario sull’intera filiera del plasma e un’informativa urgente in Consiglio regionale.
Infine, l’appello politico. Daniele Sturani invita presidente e assessore a riferire pubblicamente: «Non possono essere presenti solo per la propaganda e assenti quando emergono problemi gravi. Devono spiegare ai marchigiani e assumersi la responsabilità politica».
Per il PD Marche, le scuse non bastano: servono risposte concrete e responsabilità chiare. «I cittadini – conclude il partito – hanno diritto alla verità e a sapere chi pagherà per questo disastro».




