Telefonate senza risposta, numeri che risultano disattivati, email e Pec che restano senza riscontro. Sono sempre di più i cittadini che segnalano difficoltà nel riuscire a prenotare visite ed esami attraverso il sistema sanitario pubblico.
Molti pazienti raccontano di essersi trovati di fronte a un vero e proprio percorso a ostacoli nel tentativo di ottenere informazioni o fissare un appuntamento. Tra centralini che non riescono a fornire indicazioni, uffici difficili da contattare e continui rimpalli tra servizi diversi, la sensazione diffusa è quella di un sistema che fatica a dare risposte rapide.
C’è chi racconta di aver provato a contattare direttamente i reparti ospedalieri, ma anche in questo caso non sempre la situazione migliora. Spesso, spiegano alcuni utenti, chi risponde al telefono è impegnato o invita a richiamare in un altro momento perché la persona incaricata non è disponibile.
Nel frattempo, però, molti pazienti si trovano a dover gestire sintomi preoccupanti, controlli richiesti dal medico di base o patologie che necessitano di monitoraggio costante. Di fronte alle difficoltà e ai tempi incerti, in diversi scelgono quindi di rinunciare al percorso pubblico e rivolgersi direttamente alla sanità privata, sostenendo di tasca propria il costo delle prestazioni pur di ottenere una visita in tempi rapidi.Altri, più determinati, provano a segnalare il problema alle associazioni dei consumatori o ai giornali locali, sperando che la loro situazione venga presa in carico e che si trovi una soluzione.
Tra le criticità più segnalate c’è quella legata alle cosiddette “liste di presa in carico”. Un cittadino racconta la propria esperienza: «Al numero indicato non risponde nessuno. Ho provato a scrivere tramite Pec e mail ma non ho ricevuto risposta. Il Cup regionale mi ha rimandato all’ufficio presa in carico o all’Urp. Quando ho contattato l’Urp mi hanno chiesto di richiamare perché non avevano informazioni. Ho riprovato, ma mi è stato detto che non potevano fare nulla e che avrei dovuto richiamare più tardi perché il responsabile era in riunione».
Una situazione che, secondo molti utenti, crea disorientamento soprattutto tra le persone più fragili, come anziani o pazienti con patologie croniche, che spesso non sanno come orientarsi tra procedure, numeri di telefono e uffici diversi.
Al di là delle dichiarazioni ufficiali sull’efficienza del sistema, raccontano diversi cittadini, la realtà quotidiana è spesso fatta di attese, tentativi a vuoto e tanta frustrazione. Un problema che continua a emergere con sempre maggiore frequenza dalle segnalazioni dei pazienti.




