RICOSTRUZIONE POST-SISMA, ALLARME CNA: SENZA CESSIONE DEL CREDITO IMPRESE A RISCHIO LIQUIDITÀ

Le CNA di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo lanciano l’allarme sulla nuova norma del disegno di legge di Bilancio 2026 che vieta la compensazione dei crediti d’imposta con i debiti previdenziali e contributivi, estendendo il divieto a tutti i soggetti e non più solo a banche e intermediari.
Dal 1° luglio 2026 la compensazione sarà ammessa solo per i crediti emergenti dalle dichiarazioni annuali, escludendo quelli derivanti da bonus edilizi e incentivi fiscali.
Questa limitazione, secondo le CNA, rischia di rendere inutilizzabili le rate dei crediti legati ai bonus, generando gravi problemi di liquidità.
Le imprese del comparto edilizio, che hanno applicato lo sconto in fattura, potrebbero trovarsi nell’impossibilità di compensare i propri debiti contributivi.
A rischio anche altri strumenti agevolativi come Industria 4.0, Transizione 5.0, Ricerca e Sviluppo e Tax credit cinema.
Il provvedimento, sottolineano i rappresentanti delle CNA, comprometterebbe la pianificazione finanziaria di migliaia di aziende marchigiane, in particolare nell’area del Cratere sismico.
Pur apprezzando l’estensione del Superbonus 110% a tutte le pratiche presentate prima del 30 marzo 2024, le associazioni avvertono che senza adeguati strumenti finanziari la misura resterà inefficace.
Preoccupano anche le scadenze fissate al 2026 per il completamento degli interventi: oltre 5.000 richieste rischiano di non essere concluse in tempo.
Le CNA chiedono quindi di prorogare i termini al 2027 per evitare blocchi e tutelare imprese e famiglie.
«La ricostruzione – affermano Trillini, Tomassini e Giglietti – non può proseguire con scadenze ravvicinate e senza certezze operative, ma serve una programmazione stabile che garantisca continuità e completamento dei lavori».

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