Una donna di oltre 70 anni sarebbe rimasta per quasi 48 ore su una barella del pronto soccorso dell’ospedale di Civitanova mentre era in corso un grave shock settico. La vicenda, avvenuta tra il 19 e il 21 maggio, è stata denunciata dai familiari attraverso l’associazione Aurora e ha riacceso il dibattito sulle difficoltà della sanità marchigiana.
Secondo quanto ricostruito, l’anziana era stata soccorsa dopo una caduta in casa e trasportata al pronto soccorso in condizioni giudicate preoccupanti: appariva confusa, molto debilitata e con pressione bassa. Solo dopo diverse ore sarebbero stati eseguiti Tac ed esami approfonditi che hanno evidenziato uno shock settico e la necessità di un ricovero urgente.
Il problema, però, sarebbe stato la mancanza di posti letto disponibili. La paziente sarebbe così rimasta nel reparto di emergenza in attesa di trasferimento fino a giovedì pomeriggio.
Dal Dipartimento emergenze è arrivata la replica del direttore Domenico Sicolo, che ha difeso l’operato del personale sanitario sottolineando come la donna non sia mai stata abbandonata e abbia ricevuto esami e terapie necessarie. Al centro della criticità ci sarebbe invece il fenomeno del “boarding”, ossia la permanenza prolungata dei pazienti nei pronto soccorso per assenza di posti nei reparti.
La vicenda ha suscitato nuove polemiche sulle condizioni dei pronto soccorso marchigiani e sulla gestione delle emergenze sanitarie.






