Il movimento “Dipende da Noi”, attraverso la voce della coordinatrice Stefania Minciullo, esprime una dura presa di posizione nei confronti della manifestazione “Auto Expo 2026”, svoltasi domenica 12 aprile a Civitanova Marche. Al centro delle critiche non solo il contenuto dell’evento, ma anche le scelte dell’Amministrazione comunale.
Minciullo sottolinea come il movimento “esprime il proprio dissenso nei confronti della manifestazione ‘Auto Expo 2026’” e chiede che venga fatta “piena chiarezza sulle motivazioni” che hanno portato il Comune a concedere spazi pubblici centrali come Corso Umberto I e Piazza XX Settembre, oltre a un contributo economico di 6.000 euro.
Secondo “Dipende da Noi”, si tratta di una scelta profondamente incoerente con le attuali sfide ambientali. “Riteniamo che una manifestazione di questo tipo trasmetta un messaggio profondamente in contrasto con le urgenti sfide ambientali”, afferma Minciullo, evidenziando come eventi incentrati sull’esibizione di automobili, comprese vetture di lusso, risultino “anacronistici e culturalmente regressivi” in un’epoca segnata dalla crisi climatica.
Nel mirino anche quella che viene definita una contraddizione politica: pochi giorni prima dell’evento, il Comune aveva ricevuto un riconoscimento per la sostenibilità ambientale. Un elemento che, secondo il movimento, stride con la promozione di un’iniziativa simile. Minciullo richiama inoltre le recenti dichiarazioni dell’Assessore al Commercio, secondo cui “una Piazza senza auto rappresenta ‘un’opportunità’”, chiedendosi “come sia possibile conciliare questa visione” con un evento interamente dedicato alle automobili.
Non manca poi la critica alla gestione degli spazi pubblici. Il movimento si domanda “a quale titolo è stato concesso gratuitamente spazio pubblico a un’iniziativa di carattere commerciale”, sottolineando come, in casi analoghi, i privati dovrebbero pagare un canone adeguato.
Ulteriori richieste riguardano la trasparenza sui costi complessivi dell’evento: “Chiediamo […] di conoscere nel dettaglio quali ulteriori spese siano state sostenute dal Comune”, includendo i costi per la Polizia Municipale, i servizi di pulizia e tutte le spese indirette legate all’organizzazione.
Infine, Minciullo pone l’attenzione sull’impatto urbano dell’iniziativa, ricordando che “oltre 550 metri di Corso Umberto I” sono stati occupati e che Piazza XX Settembre è stata sottratta al normale utilizzo pubblico, con conseguenze sulla viabilità e sulla fruizione degli spazi cittadini.
La conclusione è netta: “L’uso privatistico dei beni pubblici rappresenta una scelta eticamente discutibile e politicamente miope”. Per questo, il movimento invita l’Amministrazione ad avviare “una riflessione seria sulle priorità della Città”, orientando le risorse verso politiche coerenti con “la transizione ecologica, la mobilità sostenibile e il benessere collettivo”.
(immagine di repertorio)




