PER LA MORTE ANNUNCIATA DI MARIANNA MANDUCA CONDANNATA LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Un omicidio annunciato quello di Marianna Manduca, annunciato ben 12 volte. Tante infatti sono state le denunce presentate dalla donna contro il marito rimaste però inascoltate dalla Procura di Caltagirone: “Mi ha minacciato con un coltello, non so più che devo fare: aiutatemi”. Un ultimo grido d’allarme lanciato poco prima di essere uccisa dal marito, Saverio Nolfo con sei coltellate al petto e all’addome il 4 ottobre del 2007 a Palagonia.
Ora però per quella che dai giudici, nonostante le tante denunce, veniva considerata una lite familiare, la procura di Caltagirone (genericamente il capo dell’ufficio all’epoca dei fatti, Onofrio Lo Re, che nel frattempo è morto) è stata condannata da tre giudici messinesi, due donne e un uomo, della corte d’Appello di Messina che hanno riconosciuto il danno patrimoniale condannando la presidenza del Consiglio dei ministri al risarcimento di 260mila euro, e riconoscendo l’inerzia dei magistrati dopo una lunga trafila giudiziaria.

L’azione legale fu iniziata da un lontano cugino della donna uccisa che ha oggi adottato i tre figli maschi (15, 13 e 12 anni) e che vive nelle Marche.

La donna aveva 35 anni quando fu uccisa e il marito Saverio Nolfo, all’epoca trentasettenne, adesso in carcere, fu condannato a vent’anni per l’omicidio.

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