Don Antonio Bello, affettuosamente chiamato Tonino (Alessano (LE) 18/3/1935– Molfetta (BA) 20/4/1993 ), ha rappresentato una straordinaria figura di fede per cui la sua vita di religioso, vescovo dal 10 agosto 1982, continua a suscitare ammirazione per l’intensità della sua esistenza negli aspetti religiosi e sociali che l’ha contraddistinta, tanto che Papa Francesco il 20 aprile scorso è stato a Alessano e Molfetta per il 25esimo anniversario della morte di quello che ormai un po’ tutti considerano: prete, parroco, vescovo, scrittore e poeta. Non a caso, da quanto è risaputo, è cominciato nei suoi riguardi un processo di beatificazione.
E nella festosa ricorrenza di San Pietro e Paolo, don Mario Colabianchi, parroco dell’unità pastorale San Pietro – Cristo Re della nostra città, ha inteso dedicare, con l’incontro, “un piccolo, grande segno”, come lui stesso ha rilevato nell’introduzione a don Tonino Bello “il vescovo dei poveri”. “Così avverrà ogni anno – ha accennato don Mario – in occasione della festa di San Pietro, invitando testimoni della fede che sappiano rappresentare: memoria, fedeltà e profezia”.
Una serata piacevole perciò quella trascorsa da tante persone nella sala parrocchiale “Don Lino Ramini”, andata avanti sulla base del programma previsto. Ovviamente tanto interesse e commozione hanno suscitato la relazione del giornalista-scrittore pugliese, Renato Brucoli, che vive e lavora a Terlizzi, che è stato per tanti anni il laico più vicino all’intensa vita di don Tonino “e spesso con lui – ha ricordato – a bordo della cinquecento di colore blu di don Tonino, per raggiungere tante situazioni di sofferenza, come quella dell’immigrazione dei profughi albanesi nei porti delle Puglie nel marzo 1991, per portare non solo la figura di testimone di Cristo, ma la sua grande capacità di gioia, la sua serietà e l’impegno. Un sacerdote – ha anche sottolineato Brucoli – che ha fatto comprendere la necessità di avvicinarsi a Dio, attraverso il volto del fratello, dell’altro”. Sentimenti che soprattutto ora non possono essere dimenticati.
Altri momenti di profonda riflessione, nelle letture dell’attrice Emilia Bacaro, nella proiezione del breve film: “L’anima attesa. Lo sguardo di don Tonino Bello”, con la regia di Edoardo Winspeare, che l’organizzatore della serata, Aldo Caporaletti, ha presentato con dovizia di notizie, accennando “all’illuminante testimonianza” del filmato. Conclusione della serata con una preghiera di don Tonino Bello che il parroco, don Mario, ha recitato con una visibile commozione e riconoscenza (Vittorio De Seriis).
Nella foto (da sinistra): don Mario Colabianchi, Aldo Caporaletti, Emilia Bacaro e Renato Brucoli.




