OSPEDALE DI TORRETTE, CESETTI ATTACCA IL BANDO PER DIRIGENTE AMMINISTRATIVO: «TROPPE OPACITÀ, DUBBI SULLA TRASPARENZA DELLA PROCEDURA»

Nuove polemiche sul bando indetto dall’Ospedale di Torrette per l’assunzione di un dirigente amministrativo da destinare alla struttura organizzativa Affari Legali. A sollevare dubbi sulla procedura è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti, che punta il dito contro le modalità di selezione adottate dall’azienda ospedaliera e chiama in causa anche la giunta regionale.
«Il bando per dirigente amministrativo all’Ospedale di Torrette è stato costruito, a nostro avviso, per favorire qualcuno, ignorando deliberatamente la possibilità di attingere a graduatorie esistenti presso l’AST di Macerata e forzando la mano su un tempo determinato, la cui presunta urgenza è stata smentita nei fatti dalla successiva proroga del bando stesso», afferma Cesetti, commentando la risposta fornita in Aula dall’assessore regionale Andrea Maria Antonini Calcinaro in merito alla vicenda.
Secondo il consigliere dem, l’ospedale avrebbe scelto di indire un avviso pubblico per un incarico a tempo determinato nonostante fosse disponibile una graduatoria ancora valida presso l’AST di Macerata per il medesimo profilo professionale. «Una scelta discutibile – sostiene Cesetti – perché la normativa consente l’utilizzo di graduatorie di altri enti proprio per garantire maggiore efficienza e convenienza amministrativa».
L’esponente del Partito Democratico si chiede inoltre perché non sia stato avviato direttamente un concorso a tempo indeterminato, coerente con la natura dell’incarico. «Se c’era davvero urgenza – osserva – si sarebbe potuto procedere a un’assunzione temporanea attingendo alla graduatoria di Macerata e, contestualmente, bandire il concorso a tempo indeterminato».
Le critiche si concentrano anche sul ruolo della giunta regionale. «Il dovere della giunta non è fare da megafono agli uffici, ma verificare che vengano rispettati i principi di legalità, imparzialità e trasparenza», afferma Cesetti. «Chiediamo risposte chiare su un metodo di gestione che solleva troppi dubbi di legittimità e che dimostra una preoccupante assenza dei necessari controlli da parte di chi governa questa Regione».
La vicenda riaccende così il dibattito sulle procedure di reclutamento nella sanità marchigiana e sulla necessità di garantire la massima trasparenza nelle selezioni pubbliche.

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