Svanisce la Notte dei desideri. Non ne va bene una all’assessore Maika Gabellieri. Restano a terra le lanterne che i civitanovesi avrebbero dovuto far volare in cielo, metafora dei desideri espressi e affidati al mare, la notte di venerdì in cui 18 comuni del litorale marchigiano lungo una costa di 180 km, organizzeranno feste ed eventi per celebrare l’eclissi di luna. Civitanova purtroppo resterà al buio. L’amministrazione comunale, per la verità senza un grandissimo sforzo in confronto a quello che hanno organizzato altri comuni, aveva pensato di coinvolgere gli chalet e di allestire una cena in riva al mare con decollo di lanterne dalla spiaggia a mezzanotte. Solo che le lanterne funzionano con lo stesso principio delle mongolfiere, hanno bisogno di fuoco e aria calda per sollevarsi così è venuto meno il parere dei vigili del fuoco. E pure quello dell’Enav, l’ente nazionale di assistenza al volo, perché le lanterne avrebbero potuto, ad alta quota, creare problemi e pericoli ai mezzi in volo. La Gabellieri ha cercato di metterci una toppa ripiegando su palloncini di plastica illuminati a LED, ma stavolta a darle lo stop è stata la capitaneria di porto, perché la plastica non è biodegradabile e non è proprio il caso di lanciare centinaia di palloncini verso il mare. Così restano a terra le lanterne, e pure la Gabellieri che, siccome non ha organizzato altro, lascia la città senza alcuna iniziativa, sempre che non si voglia considerare tale la possibilità di cenare in riva al mare pagando, cosa che i Civitanovesi sanno fare benissimo senza il tutor del Comune. Ci sarebbe un desiderio di mezza estate da poter esprimere: che la Gabellieri rimedi al nulla rappresentato finora dalla sua programmazione turistica. Giugno e luglio se ne sono andati mestamente. Che almeno ad agosto si provi a restituire verve a una città spenta. Altrimenti ci restano solo i fuochi di Ferragosto.
Ps: la notizia dei permessi negati al lancio delle lanterne in Comune era nota da giorni, eppure ieri l’ufficio stampa ha emesso un comunicato in cui informava la città del programma dettagliato, il cui volantino peraltro campeggia sul sito Web del Comune. Ora, a parte farsi alcune legittime domande (ma l’assessore e lo staff comunicativo si parlano?), ci sarebbe quel piccolo particolare che i Civitanovesi pagano l’ufficio stampa e lo staff del sindaco per essere informati in tempo reale non certo della inutile propaganda di Ciarapica, ma di ciò che li riguarda direttamente, così da poter decidere se venerdì sera devono prendere la macchina e andare in un’altra città o restare a Civitanova, dove l’amministrazione non ha organizzato nulla.
Di Vera Spanò




