Il Coordinamento Marche per la Palestina, USB – Unione Sindacale di Base, il centro culturale palestinese Sumud, BDS Marche e Saturdays for Palestine lanciano un appello pubblico contro la legge finanziaria in discussione in Parlamento, definita dalle realtà promotrici una “finanziaria di guerra”.
Secondo i promotori, la manovra comporterebbe un forte aumento della spesa militare: +12% nell’ultimo anno e +60% nell’ultimo decennio. Le organizzazioni denunciano inoltre che gli impegni presi dall’Italia in sede NATO e a livello europeo — come gli obiettivi di riarmo e i programmi comunitari per il settore della difesa — spingerebbero il Paese a destinare “centinaia di miliardi di euro” al comparto militare, risorse che, a loro avviso, verrebbero sottratte a sanità, pensioni, scuola, lavoro, ambiente, o coperte attraverso nuovo debito pubblico.
Le sigle firmatarie criticano in particolare la possibilità di indebitarsi per il riarmo, mentre il debito sarebbe invece precluso per misure sociali. Un paradosso, sostengono, che si riflette anche nella distanza crescente tra risorse destinate al welfare e quelle assegnate ai grandi gruppi industriali della difesa.
IL PRESIDIO DEL 28 NOVEMBRE 2025
In occasione dello sciopero generale proclamato da USB per venerdì 28 novembre 2025, le organizzazioni invitano cittadine e cittadini a partecipare a un presidio davanti alla sede della Civitanavi Systems a Porto Sant’Elpidio, nel parcheggio di via della Tecnologia, dalle 5:30 e per tutta la mattinata.
LE CRITICHE A CIVITANAVI–HONEYWELL
Civitanavi Systems è un’azienda che opera nella produzione di tecnologie a uso civile e militare, comprese componenti per i sistemi di puntamento dei droni. Dal 2024 fa parte della statunitense Honeywell, gruppo attivo nei settori aerospaziale e militare.
Le realtà promotrici affermano che alcune componenti prodotte da Honeywell sarebbero state rinvenute in armamenti impiegati nei bombardamenti su Gaza. Pur non fornendo documentazione diretta nel comunicato, le organizzazioni utilizzano questo esempio per denunciare il rischio che tecnologie sviluppate sul territorio possano contribuire a conflitti internazionali. Le accuse rivolte a Israele — incluse quelle relative a comportamenti qualificati come “genocidiari” dalle associazioni — rappresentano la posizione dei gruppi promotori e non costituiscono un giudizio provato né universalmente riconosciuto.
LE RICHIESTE
Le organizzazioni firmatarie avanzano una serie di richieste rivolte al governo e a Civitanavi Systems:
- Al governo: destinare le risorse alla spesa sociale — salari, pensioni, sanità, scuola — e promuovere un’economia di pace nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione.
- A Civitanavi Systems–Honeywell: interrompere ogni collaborazione militare con Stati coinvolti in conflitti armati, con particolare riferimento a Israele, secondo la posizione espressa dai promotori.
- Azienda: adottare un Codice Etico che escluda forniture a uso bellico.
- Relazioni industriali: istituire un tavolo con lavoratori e sindacati per orientare la produzione verso applicazioni esclusivamente civili.
- Trasparenza: garantire tracciabilità pubblica delle destinazioni finali dei prodotti.
Il presidio del 28 novembre rappresenta dunque, per le realtà organizzatrici, un momento di mobilitazione contro il riarmo e per una diversa allocazione delle risorse pubbliche, con al centro welfare, pace e diritti sociali.



