NEGLI “ORTI SOCIALI” DI VIA MANDELA PASCOLO DI NUTRIE

Nel corso di una recente assemblea del Centro Sociale Anziani di via Carnia della nostra città, alcuni soci hanno sollevato il problema della presenza delle nutrie, una via di mezzo fra un grosso topo e un castoro, sia all’interno dell’area in cui si trovano gli orti sociali, sia nelle adiacenze della stessa.   La striscia di terreno interessata è delimitata da un lato dalla linea ferroviaria e dall’altro dal fosso Trabocco che, in quel tratto, lambisce la parte terminale di via Mandela, dove si trovano le strutture scolastiche della media “A.Caro” e del  Liceo Scientifico “L. Da Vinci”.
Gli orti sociali sono trentadue, ognuno delle dimensioni di m. 2,5 per nove e sono gestiti dal Centro Anziani che li ha assegnati ai propri soci.  Proprio loro, da qualche tempo, hanno notato la presenza, sempre crescente, di nutrie e per via delle loro dimensioni, hanno cominciato a preoccuparsi sia per il possibile pericolo alle persone, sia per il danneggiamento arrecato alle culture, dal momento che quegli animali  si nutrono prevalentemente di radici, tuberi e foglie.
In tutti la convinzione che quegli animali potrebbero essere risaliti dall’alveo del  Chienti attraverso il fosso Trabocco, in parte intubato, come si vede nella foto, e trovando del cibo ortivo si sono intanati  in quella zona, spostandosi a loro piacimento anche ai bordi di via Mandela.
Dal web abbiamo appreso che la nutria (Myocastor coypus) è un grosso roditore semi-acquatico che sul finire dell’800 si cominciò ad allevare in Nord America e in Europa, Italia compresa,  come animale da pelliccia. Con il declino del commercio di queste pelli, molti animali furono liberati, e oggi la crescita incontrollata della specie crea dei problemi.  Siamo ricorsi a internet per avere a disposizione un’immagine da evidenziare e abbiamo appreso che quei mammiferi possono essere lunghi dai 40 ai 60 cm, per circa 7-10 kg di peso. Abbiamo anche appreso e visto  alcune foto  scattate dal vivo da alcuni anziani e  registrate  nei loro smartphone.
Da quanto abbiamo potuto apprendere, la nutria, in quanto naturalizzata, è una specie selvatica non cacciabile, secondo la legge n.157/92 sulla caccia, ma può essere oggetto di azioni di controllo numerico/eradicazione ed è ritenuta, secondo la Raccomandazione del Consiglio d’Europa n.77/1999, specie invasiva con minaccia per la biodiversità.  Una raccomandazione può essere quella che abbiamo raccolto in loco dagli interessati e cioè la necessità che l’Amministrazione comunale intervenga sia per una sommaria sistemazione degli argini del Trabocco, come si vede nella foto, che si trovano davvero in una situazione penosa e proteggere, una volta catturate le nutrie e sistemate altrove, le due tubazioni del Trabocco con una solida rete metallica. Il rimedio dell’allontanamento delle nutrie è necessario non solo per la normale sopravvivenza degli orti sociali, ma anche per salvaguardare una zona che, come è facile intuire, si trova nelle immediate adiacenze di strutture scolastiche e perciò frequentatissime.

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