NASCITA DELLA REPUBBLICA: IL RUOLO DELLE DONNE

Sebbene, come dice la storia, nel 1945 il Regno d’Italia istituì il suffragio femminile e le donne votarono alle amministrative, solo nel 1946 avvenne il primo voto su scala nazionale delle donne italiane e fu esattamente in occasione del referendum  istituzionale che sancì la nascita della Repubblica e l’elezione dell’Assemblea costituente, nella quale le donne elette furono 21 su 556 deputati designati, di poco inferiore al  4%.  Un momento storico, al di là del risultato,  ovviamente importante, in quanto venivano sanciti i principali diritti femminili in una società profondamente maschilista e il riconoscimento di un profondo cambiamento nei rapporti di genere.
Non fu un percorso facile e in questa vicenda di riconoscimento dei diritti di emancipazione femminile, a parte l’impegno sociale di donne importanti come quello della marchigiana Montessori, furono politici e studiosi, ad avviare il giusto riconoscimento delle donne,  dei quali ha ampiamente parlato la prof.ssa Lidia Pupili (nella foto) nell’incontro del “Martedì dell’Arte” di ieri sull’argomento: “Uomini dalla parte delle donne tra ottocento e novecento”.
Un’interessante serie di personaggi, che agli inizi del novecento furono irrisoriamente considerati  femministi, che la prof.ssa Pupilli, storica del dipartimento di studi umanistici dell’Università di Macerata, autrice anche del libro: “Uomini dalla parte delle donne”, ha un’attenta conoscenza a cominciare da Salvatore Morelli (1826-1880), parlamentare socialista e scrittore, che nell’esporre le sue idee sulle limitazione delle donne, fu accolto  dal Parlamento con fischi e schiamazzi.  Altri personaggi di rilievo, Roberto Mirabelli (1854-1930), che portò avanti una tenace battaglia riguardo il suffragio universale in quella che molti studiosi ritengono sia stata: “una battaglia di civiltà”, Ettore Sacchi (1851-1924), Ludovico Mortara, giurista,  (1855-1937) e altri, che si batterono con tenacemente contro le limitazioni delle donne che ebbero un ruolo importante 75 anni fa nello storico  Referendum e che guardano con fiducia al loro avvenire.Vittorio De Seriis

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