MONTE SAN MARTINO RISCOPRE LA SUA STORIA GIOCANDO

Il giorno di Natale, a Monte San Martino, un gruppo di giovani ha trasformato un tradizionale gioco di carte in un rito collettivo originale e contemporaneo. È nato così un “Mercante in Fiera” del tutto inedito, dove le carte non raffigurano lattanti o pagode, ma l’anima stessa del paese: volti, soprannomi, luoghi e memorie condivise.
Da anni i ragazzi del paese si ritrovano per un grande pranzo natalizio che ha superato nel tempo i cento partecipanti, coinvolgendo anche i partner da fuori, presto conquistati da quella particolare paesanità che caratterizza la comunità. Quest’anno, però, il passo in più è stato naturale. Luca Palombi, ideatore del “Mercante in fiera monsammartinese” insieme a Mattia Recchioni, spiega: «L’idea era andare oltre il pranzo e ritrovarci sotto le feste natalizie per giocare insieme. Un modo diverso per celebrare il ritorno di chi vive e lavora lontano, anche all’estero».
Il cuore del progetto è il mazzo, composto da 51 carte, ognuna delle quali racconta un pezzo di Monte San Martino: personaggi del recente passato, luoghi con toponimi tipici, monumenti, attività storiche e modi di dire che «solo chi ha vissuto qui può riconoscere» precisa Luca. Tra le carte compaiono, ad esempio, lo storico sindaco Mauro Virgili, il polittico del Crivelli, le suore del monastero, luoghi e soprannomi entrati nel racconto collettivo del paese. Un vero e proprio album di comunità, più che un semplice gioco.
La serata ha visto una partecipazione tale da richiedere un’organizzazione a squadre. «Vista la straordinaria affluenza, abbiamo organizzato così per permettere a tutti di giocare», racconta Giovanni Peretti, frontman della band locale Se Docet e animatore della serata. Il regolamento del gioco originale è stato un po’ rivisitato, tanto che per conquistare le carte non bastava la fortuna ma serviva dimostrare di conoscere il paese e la sua storia recente attraverso quiz, prove e giochi che i ragazzi chiamano con ironia “cultura generale paesana”.
Il gioco si è trasformato in uno spettacolo durato oltre tre ore. Il vulcanico Giovanni ha accompagnato ogni estrazione con racconti, imitazioni e aneddoti, facendo rivivere personaggi e luoghi: «È stato un collante per fare comunità – spiega – giocando così non si perde la memoria e si tengono salde le radici».
La carta vincitrice è stata “Memi”, al secolo Ermete Conti, monsammartinese emigrato in Inghilterra e poi rientrato in pensione con il suo bagaglio di storie raccolte a Nottingham.
Al di là di chi ha vinto, il senso dell’iniziativa è chiaro:«Volevamo un pretesto per ritrovarci e raccontare la nostra storia recente, per non disperdere un patrimonio di conoscenza unico e fortemente identitario», conclude Luca. Un’esperienza questa che non resterà isolata: i giovani del paese, riuniti anche nell’associazione “Martinelli 603”, sono già al lavoro su nuove iniziative per continuare a fare comunità.

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