C’è uno strano paradosso che attraversa i nostri tempi: oggi si dice quasi con vanto “io non sono andato a votare”, dimenticando che c’è stato un tempo, non troppo lontano, in cui per quella stessa scheda elettorale si è lottato, si è sofferto e si sono compiuti sacrifici immensi. È proprio da questa riflessione, nata spontaneamente durante la serata, che si può riassumere il senso profondo dell’evento svoltosi lunedì 1° Giugno alla Sala Cecchetti della biblioteca comunale di Civitanova Marche.
Un incontro fortemente voluto dalle Donne Democratiche, in stretta collaborazione con il Partito Democratico, per ripercorrere le tappe storiche, umane e politiche che hanno portato alla conquista del suffragio universale in Italia.
L’evento si è svolto all’interno di una cornice visiva di forte impatto: una mostra fotografica che ha letteralmente immerso i partecipanti nella storia. Immagini in bianco e nero che mostravano le lunghe file ordinatissime del primo voto del 1946, gli sguardi fieri, i volti delle 21 madri costituenti.
La serata è stata aperta dai ringraziamenti di Lidia Iezzi (Segretaria di Circolo PD di Civitanova) e di Luisa Cecarini (Portavoce delle Donne Democratiche delle Marche), che hanno introdotto il cuore del dibattito e accolto degli ospiti familiari alla politica regionale e nazionale: la deputata PD Irene Manzi, il consigliere regionale delle Marche Leonardo Catena e la segretaria regionale PD Marche Chantal Bomprezzi. Le loro presenze hanno sottolineato quanto il tema della partecipazione femminile non sia una questione del passato, ma una sfida quotidiana. Una necessità oggi più che mai urgente, se si pensa all’importanza di inserire lo sguardo delle donne nelle questioni diplomatiche e nella costruzione della pace nel mondo. Un ambito in cui la strada da fare è ancora lunga: basti pensare che nel corpo diplomatico italiano le donne rappresentano, ad oggi, solamente il 25% circa del totale.
Il momento centrale dell’evento ha preso vita grazie a una formula narrativa a due voci, capace di emozionare e far riflettere. Silvia Casilio, vicepresidente dell’Osservatorio di Genere, ha guidato il pubblico nell’analisi storica e nel contesto dei sacrifici fatti dalle donne prima di noi. A riscaldare la teoria ci ha pensato la voce narrante di Elena Carrano, che ha ridato vita ai documenti dell’epoca, leggendo lettere, citazioni storiche e scritti originali.
Tra i momenti più alti, la lettura del celebre “Proclama alle donne italiane” di Maria Montessori, ricordata nel corso della serata come una vera e propria rivoluzionaria del suo tempo, capace di scardinare i canoni sociali dell’epoca ben oltre i suoi meriti pedagogici.
Il racconto ha poi toccato le vite e i pensieri di figure titaniche della nostra storia:
Le citazioni e il coraggio di Teresa Mattei, la più giovane delle madri costituenti, e di Anna Maria Mozzoni, pioniera del femminismo italiano ottocentesco.
Le vicende di Maria Capici e l’esempio dirompente di Franca Viola, la donna che nella Sicilia degli anni ’60 disse il suo “no” al matrimonio riparatore, cambiando per sempre le leggi e la cultura del Paese.
L’incontro si è concluso con un momento di convivialità, un aperitivo offerto a tutti i presenti che ha permesso di continuare a confrontarsi in modo informale.
L’eredità che questo 1° Giugno lascia alla comunità di Civitanova è un monito chiaro: il voto è il frutto di un cammino fatto di volti, di sacrifici e di battaglie. Ricordarlo, oggi, non è solo un dovere storico, ma l’unico modo per difendere il nostro futuro.
Di Jacopo Catini














