Com’era previsto, il “Rito di Dedicazione” della nuova chiesa di “Santa Maria Ausiliatrice” nella parrocchia di San Marone della nostra città, si è svolto alla presenza di una moltitudine di fedeli che, con largo anticipo rispetto all’orario stabilito, quello delle ore 17, hanno preso posto nella nuova Chiesa, così straordinariamente luminosa per via delle ampie vetrate che si alternano alle pareti del nuovo spazio religioso, che può accogliere oltre 500 persone sedute. Il rito è stato presieduto da Monsignor Luigi Conti, arcivescovo metropolita di Fermo, alla presenza di tutti i sacerdoti delle parrocchie cittadine. Erano da poco passate le ore 17, quando l’ingresso principale è stato aperto e il corteo dei celebranti, preceduto dal vescovo, con a fianco il parroco, Don Giovanni Molinari, ha fatto il suo ingresso nella nuova Chiesa, accolto festosamente dal coro. La Chiesa era gremitissima di fedeli e in prima fila avevano preso posto il sindaco, Tommaso Claudio Corvatta, il presidente della provincia di Macerata, Antonio Pettinati, varie autorità comunali, il labaro municipale scortato da due guardie in alta uniforme, autorità militari, una nutrita rappresentanza di associazioni militari e civili con i loro labari.
Parole di benvenuto dal parroco Don Giovanni che ha ringraziato quanti si sono adoperati per la costruzione della nuova Chiesa e in particolare la comunità parrocchiale. Gli ha fatto seguito, Monsignor Conti che prima di dare inizio alla cerimonia di dedicazione, ha invocato “il Signore Dio nostro – ha detto – affinché ci benedica con l’acqua di cui saremo aspersi in segno di penitenza nel ricordo del nostro battesimo. Ci aiuti il Signore con la sua grazia. perché docili allo spirito che abbiamo ricevuto, rimaniamo sempre fedeli alla santa Chiesa”. L’Arcivescovo si è anche rivolto: “ai senza tetto, ai rifugiati causa il terremoto, e ho qui veduto cose belle – ha detto testualmente riferendosi alle iniziative che sono state avviate nella nostra città -, ho visto crescere in questa città la carità, ma non basta, perché il comandamento che Gesù ci lascia è estremo e ultimamente il Papa nel suo viaggio in Egitto ha coniato un termine che riassumo così: l’estremismo della carità, l’unico fondamentalismo che siamo chiamati ad avere”.
La cerimonia è quindi proseguita con i vari passaggi previsti nel cerimoniale del rito, quali la benedizione dell’acqua e aspersione. la liturgia della parola, la dedicazione della Chiesa, l’unzione dell’altare e delle pareti della chiesa e successiva incensazione. L’illuminazione dell’altare e della Chiesa sono avvenuti, come abbiamo avuto modo di verificare, alle 18,13, per cui la liturgia eucaristica è andata avanti fino alle ore 19. Nel lasciare la nuova Chiesa, abbiamo avuto modo di soffermarci su una scritta posta su una parete, nella quale è detto: “ Questo marmo, parte del santuario di San Marone, il giorno 29 gennaio 2012 veniva benedetto è posto come prima pietra per la costruzione di questa Chiesa dedicata a Maria Ausiliatrice, sul terreno donato dalla famiglia Angelo Murri in memoria del nipote Maurilio, giovane dell’oratorio salesiano, salito al cielo il 20 luglio 1970 all’età di 19 anni”.






