MARCORÈ INCANTA IL ROSSINI CON GABER: TEATRO SOLD OUT E LUNGHI APPLAUSI

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Teatro Rossini pieno in ogni ordine di posto ieri sera per lo spettacolo dedicato a Giorgio Gaber “mi fa male il mondo” portato in scena da Neri Marcorè, accolto da lunghi e calorosi applausi finali dal pubblico di Civitanova. Un successo annunciato per una serata che ha unito teatro, musica e riflessione civile in un intenso omaggio al grande teatro-canzone italiano. “Uno spettacolo di un’attualità pressante e nasce dall’idea di esplorare il laboratorio, le fonti dove ha tratto ispirazione per le canzoni e i monologhi di Gaber” ha detto Marcore’. Lo spettacolo ha concluso una partecipata stagione teatrale civitanovese.
Marcorè era arrivato già nel pomeriggio al Rossini insieme ai quattro musicisti che lo accompagnano in scena per incontrare il pubblico e rispondere alle numerose domande dei presenti. Con Marcore’, tra il pubblico, anche la mamma Ines che vive a Porto Sant’Elpidio. Un ritorno speciale per l’attore marchigiano, originario di Porto Sant’Elpidio, che ha ricordato con affetto il teatro civitanovese dove, da ragazzo, veniva al cinema e dove vide il suo primo film, “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. “Forse il teatro aveva altre sedie – ha raccontato – ma lo ricordo con grande affetto”.
Quella di Civitanova è stata la 47ª replica dello spettacolo, in tournée in tutta Italia, e rappresentava l’unica data regionale. Lo spettacolo, terzo lavoro che Marcorè dedica a Gaber, nasce dall’idea di esplorare il laboratorio creativo e le fonti d’ispirazione dell’artista milanese: le sue canzoni, i monologhi, il rapporto con la società, con la politica e con se stesso.
Lo spettacolo portato in scena da Neri Marcorè al Teatro Rossini è stato infatti un intenso omaggio al teatro-canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, con la regia di Giorgio Gallione e la direzione musicale di Paolo Silvestri. Attraverso un linguaggio che intreccia musica e parola, Marcorè ha restituito con sensibilità e ironia la profondità del pensiero gaberiano, tra riflessione civile e dimensione personale. Ne è emerso un affresco lucido e ancora attualissimo della società, segnato da una costante ricerca di verità e senso, lontana da ogni autoassoluzione.
“Mi fa male il mondo” è un monologo dai testi ancora oggi attualissimi. Marcorè si è alternato tra canzoni e monologhi, magistrale “qualcuno era comunista”, e letture dedicate a Pier Paolo Pasolini e a Enrico Berlinguer sulla questione morale.
Suggestiva anche la scena, dominata da pianoforti incrociati e dai quattro pianisti “in dialogo tra loro e in incastro” che riempivano la scena, in un continuo dialogo musicale che ha accompagnato l’attore in una rappresentazione intensa e coinvolgente, capace di conquistare il pubblico dall’inizio alla fine.

Una risposta

  1. Gabriella Barberis ha detto:

    Mi dispiace che sia stato l:unico spettacolo nelle marche. Mi piacerebbe se fosse riproposto nella prossima stagione.

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