Marina Magistrelli, senatrice del Pd, proporrà alla direzione nazionale “che possa essere candidato al Parlamento solo chi ha un lavoro a cui poi tornare al termine dell’impegno istituzionale”. “La richiesta di cambiamento, che tutti vogliamo cogliere – dice la senatrice-avvocato – richiede che la politica non sia una professione. Chi fa politica di professione e riesce ad andare in pensione senza aver mai lavorato è esattamente ciò che il Pd deve debellare”. Se la legge elettorale non cambierà, prosegue Magistrelli, “le primarie aperte per scegliere i parlamentari saranno l’unica strada possibile per il centrosinistra. Dobbiamo aspettare ancora qualche giorno per capire come voteranno Senato e Camera”. Poi, una punzecchiatura al compagno di partito e presidente della Provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci, bersaniano come lei, che ieri ha chiesto primarie per tutti e annunciato il suo voto contrario in direzione a qualsiasi terzo mandato: “voglio tranquillizzare il presidente della Provincia di Pesaro Urbino -afferma la senatrice – che, per se stesso, le primarie non le ha volute mai fare”. Sono proprio i giovani, osserva, che “devono dar prova di essere riusciti a costruire un impegno lavorativo serio, se vogliono poi rappresentarci nelle istituzioni. Invece alcuni trenta-quarantenni che oggi fanno politica non hanno mai lavorato, e saremo costretti a trovar loro ‘un posto’ fino alla
pensione. Un onere che le comunità locali non hanno certo voglia di accollarsi”. I rappresentanti del Pd nelle istituzioni, conclude Magistrelli, “devono essere persone libere e capaci di farsi apprezzare per quello che fanno, senza usare le istituzioni o il partito per garantire uno stipendio alla famiglia”.



