MA SI SANNO IN GIRO I “TESORI” DELLA NOSTRA CITTÀ?

“Il settore Cultura civitanovese – ha scritto in un interessante resoconto  il giovane Francesco Frattaruolo, nella foto –  mi pare una delle prime cose a cui si dovrà mettere mano, passata la tornata elettorale cittadina. Prima, per ben operare, occorrerà pazientemente mettersi in ascolto, confrontandosi con i variegati segmenti della così detta “Società civile” che da tempo si occupano di BB. CC. Poi si potrà andare alla ricerca dei “Tesori”(nascosti e/o perduti ma comunque misconosciuti) della Civitanova di oggi. E quindi i resti romani e le lapidi disseminate e nascoste un po’ al Porto e un poco nella parte Alta; il Patrono San Marone Martire del I sec. d. C. (con la sua storia ancora a tratti misteriosa); i Palazzi, le Mura e le Torri (Porta Zoppa, Porta Girone e la simbolica Porta Marina col suo Cipresso su tutte) del Centro Storico in altura;l’Ippodromo in collina; i Musei (del Trotto, della Civiltà Contadina, della Confraternita e del Manifesto);le Ville (Conti, Eugenia, San Domenico e Sabatucci); la Pinacoteca Civica di Arte Moderna e Contemporanea “M. Moretti”; l’Archivio Storico Comunale; le Chiese storiche (l’Insigne Collegiata di San Paolo Apostolo, il Sacramento, la Madonna Bella, il Santuario di San Marone Martire e quello di Santa Maria Apparente, il Convento dei Cappuccini, San Carlo Borromeo, l’ex Sant’Agostino, l’ex San Francesco, l’ex Santissimo Crocifisso), i Personaggi (i Duchi Cesarini, Annibale Caro, Napoleone III, San Gabriele dell’Addolorata, Sibilla Aleramo, Enrico Cecchetti, Adriano Cecchetti, Arnoldo Ciarrocchi, Pier Alberto Conti, Sergio Cartechini, Sesto Bruscantini, etc…), la Tramvia, la Torre dell’Acquedotto, la Delegazione Comunale, il Palazzo Bonaparte, il Convento delle Suore Domenicane, i Chiostri, il Torrione di Santa Maria Apparente, il Palazzo Sforza, il Tornio per le Sale Montate della 1862 della ex Fabbrica “A, Cecchetti”, la Vecchia Pescheria, il Lavatoio, la ex Casa del Balilla ora Biblioteca Comunale “S. Zavatti”, i Teatri Comunali (“A. Caro”, “G. Rossini” ed“E. Cecchetti”), ed altro ancora. Tutto questo è la nostra CULTURA (che nei secoli si è stratificata ed è diventatadi fattoidentitaria di questa località); chiunque ami veramente la Città – che sia civitanovese “da sette generazioni” o che sia arrivato da poco – è necessario che ne conosca ed apprezzi il Passato, per poterla interiorizzare, farla propria e farne parte. Tutto questo non per mera erudizione ma per poter orgogliosamente dire un giorno: la Storia siamoanche noi”.

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