Grande commozione ieri pomeriggio, nella chiesa parrocchiale di San Pietro, per l’ultimo saluto a Mario Verdini, civitanovese molto conosciuto e stimato, scomparso all’età di 93 anni. Per tanti anni ha lavorato con dedizione e professionalità all’Anagrafe del Comune, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di cittadini.
A ricordarlo con affetto sono soprattutto i nipoti Francesco, Maria Rita e Paola, insieme alle cugine e a tutti i familiari. Verdini viene descritto da chi lo ha conosciuto come una vera “colonna” degli uffici comunali, in un’epoca in cui il lavoro amministrativo si svolgeva ancora con le storiche macchine da scrivere Olivetti e senza il supporto dei computer.
Nel corso della sua lunga carriera ha prestato servizio negli uffici collocati sopra l’attuale Ufficio Turistico, sul lato nord di Palazzo Sforza, vivendo in prima persona anche gli anni intensi della leva militare obbligatoria, quando il via vai di giovani e famiglie all’Anagrafe era continuo. Successivamente seguì anche il trasferimento temporaneo del Comune nei locali dell’ex scuola Media Mestica di corso Garibaldi, durante i lavori di ristrutturazione del Municipio, fino al ritorno a Palazzo Sforza nel 1999.
Riservato ma sempre disponibile e cordiale, Verdini era apprezzato da tutti anche per il suo forte legame con la città. Abitando a poche centinaia di metri dalla piazza, raggiungeva ogni giorno il Comune a piedi, occasione che spesso diventava momento di confronto sui problemi cittadini e sulle vicende della Civitanovese. Tra le sue passioni c’era anche il nuoto, amore condiviso da tanti civitanovesi legati al mare.






