LE FAKE NEWS DI TROIANI

“La giunta Ciarapica, per bocca del vicesindaco, ha mentito sul porto. Non è vero, come dichiarato da Troiani, che “il progetto della Eurobuilding non esiste più”. Esiste eccome, tanto che l’amministrazione ha affidato un incarico legale per decidere quale percorso amministrativo intraprendere rispetto alla proposta della Eurobuilding depositata a giugno al protocollo del Comune.” A fare il punto sono il capogruppo del PD Giulio Silenzi e il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Stefano Mei.
“Tre mesi dopo l’annuncio fatto dal sindaco in consiglio comunale di volersi affidare a un avvocato per studiare la questione dell’iter procedurale da seguire – scrivono i due consiglieri –  arriva l’incarico ufficiale. Perché Ciarapica ha fatto trascorrere tutta l’estate prima di assegnare ufficialmente la consulenza? Un escamotage per lasciar passare tempo e scivolare a ridosso delle elezioni lasciando il progetto​ parcheggiato in Comune? Sorprende, in questa fase, il silenzio della Eurobuilding e di tutto lo staff dei suoi progettisti, queruli per settimane, quando con le loro interviste dettavano alla giunta la linea giuridica da seguire sul progetto Dubai con una sicurezza e arroganza bloccate solo dalla protesta dei portuali che ha convinto il centro destra a rallentare e ad aggrapparsi alla proposta della Unicam di sviluppo portuale per sedare lo scontento. Ma la giunta non ha eliminato il progetto Eurobuilding ancora depositato in Comune. E come se i civitanovesi fossero degli allocchi da imbeccare con fake news, arrivano anche le interviste al vicesindaco Troiani che il 5 ottobre esce sulla stampa dicendo “il progetto Eurobuilding non esiste più” e nello stesso giorno va in​ giunta per votare l’incarico legale di valutazione del progetto stesso. Ancora falsità e mezze verità, terreno su cui tutta la vicenda del porto Dubai si è sviluppata, a partire dal silenzio che ha accompagnato la presentazione del progetto alla giunta di Civitanova e a quella regionale per continuare con le menzogne propinate ai civitanovesi che con le loro tasse pagano la parcella all’avvocato: ben 25.000 €.​
Con i soldi pubblici – concludono – Ciarapica affida consulenze su consulenze, mentre tutto l’apparato tecnico amministrativo, mentre incassa le somme dei premi di produzione per il lavoro svolto, alza bandiera bianca e non si esprime su questioni giuridico-amministrative che vengono appaltate all’esterno. I civitanovesi pagano stipendi e consulenze: che almeno abbiamo in cambio trasparenza e verità.”

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