“LA CHIAMANO LA FIERA DEL MARE”. LE RIFLESSIONI CRITICHE DI ALDO ASCANI

“La Fiera del Mare dovrebbe essere una festa per tutti, non un disagio per chi il mare lo vive, ci lavora e ci investe ogni giorno”. Aldo Ascani apre così una riflessione sull’evento organizzato oggi dal Comune sul lungomare sud e ha qualcosa da dire sui disagi per gli stabilimenti balneari. “Le tradizioni – dice – vanno rispettate, ma possono anche essere ripensate, organizzate e strutturate in modo più moderno ed efficiente. Perché una cosa è valorizzare una manifestazione storica, un’altra è paralizzare un’intera città in uno dei periodi più importanti della stagione turistica”. Con ordinanza comunale oggi infatti il litorale è chiuso al traffico in entrambe le direzioni. “Strade bloccate – denuncia Ascani – viabilità in tilt, parcheggi già insufficienti che diventano praticamente inesistenti. E mentre qualcuno passeggia tra le bancarelle, ci sono stabilimenti balneari, ristoranti, bar, attività commerciali e centinaia di lavoratori che attendono clienti che spesso non arrivano. Telefonano, chiedono informazioni, rinunciano, disdicono il tavolo prenotato o l’ombrellone perché raggiungere il mare diventa un’impresa. Secondo voi questa è una cosa normale?”. “Mi domando – chiede – cosa pensino le migliaia di persone che arrivano dall’entroterra, dall’Umbria e dalle regioni vicine quando trovano una città praticamente blindata proprio nel momento in cui dovrebbe essere più accogliente”. Poi precisa che “non è una polemica contro il mercato né contro gli espositori. È una riflessione su una mentalità che continua a considerare inevitabili disagi che inevitabili non sono. Perché le tradizioni si possono conservare senza mettere in difficoltà un intero comparto economico”. La sensazione per Ascani “è che, ancora una volta, chi investe, crea occupazione, paga stipendi e cerca di fare turismo venga dopo tutto il resto. Se davvero vogliamo una Civitanova moderna, attrattiva e competitiva, dobbiamo iniziare a chiederci se certe scelte siano ancora sostenibili nel 2026”. “Perché – conclude – il mare è di tutti. Di chi passeggia tra le bancarelle e di chi lavora sulla spiaggia, di chi accoglie i turisti e di chi sceglie Civitanova per trascorrere una giornata di vacanza. E una città turistica non dovrebbe mai rendere difficile l’accesso ai propri visitatori”.

2 risposte

  1. PELACANI RAFFAELE ha detto:

    condivido il pensiero di Aldo

  2. Bruno ha detto:

    Va bene così , esisteva da prima che arrivassi tu.

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