ISPETTORI DEL LAVORO MINACCIATI CON FORBICI NEL MACERATESE

Dopo l’aggressione subita da due ispettori del lavoro il 29 luglio scorso a Corridonia, minacciati di morte e insultati dopo che avevano scoperto in un’azienda la presenza di lavoratori in nero, analogo episodio si è verificato a Castelraimondo, dove, in un’azienda agricola, tre ispettori, dei quali una donna, hanno sorpreso a lavorare in nero due extracomunitari. I titolari dell’azienda non solo li hanno minacciati, puntando un paio di forbici aperte sotto la gola della ispettrice, ma addirittura hanno impedito loro di allontanarsi bloccando con due trattori l’unica strada che consentiva di uscire dai terreni agricoli.  Anche in questo caso sono intervenuti i carabinieri per impedire che la situazione degenerasse.  Il direttore della Direzione territoriale del lavoro, Pierluigi Rausei, nel corso di una conferenza stampa ha così commentato i due gravissimi episodi: “Si tratta di reazioni scomposte e ingiustificabili che devono essere deprecate e respinte con vigore dalla comunità istituzionale e dalla società civile a tutela di chi opera al fine di garantire l’effettività del diritto costituzionalmente sancito a un lavoro regolare, che rispetti la dignità e preservi la salute, la sicurezza e il benessere della persona che lavora”.

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