Un bilancio dei suoi due anni in consiglio regionale?
Abbiamo raggiunto risultati importanti sia a livello locale (penso ad esempio all’abbattimento dell’ex Ente fiera, al miglioramento di alcuni servizi ospedalieri territoriali, all’accordo per il Piano del porto, all’ottenimento della sosta del Frecciabianca a Civitanova), che a livello regionale (Legge sull’obbligo vaccinale, sull’elettromagnetismo, per citarne alcuni). Su tutto però prevale il grande tema della gestione post – sisma.
Cosa direbbe a coloro che non si ritengono soddisfatti della gestione post-sisma appunto?
La regione è spesso sotto accusa per i ritardi sulla gestione dell’emergenza e della ricostruzione, ma il tema è più complesso di quanto si pensi. Il sisma del 2016 è di dimensioni enormemente più ampie rispetto a quello del 1997, sia in termini di territorio colpito che di persone coinvolte. Il giudizio sulla ricostruzione post-’97 è unanimemente positivo, ma allora le casette arrivarono dopo tre anni. Oggi dopo appena un anno sia il livello normativo che della gestione della fase di emergenza è certamente a un punto avanzato: gran parte delle casette sono state consegnate o lo saranno entro l’inverno e i fondi stanziati garantiranno alla nostra regione somme ingenti per la ricostruzione dei prossimi anni.
È chiaro che non tutti i problemi sono risolti e che su alcuni si poteva andare più spediti ma il giudizio, vista la situazione data, mi sembra positivo.
Un altro tema caldo è quello del porto di Civitanova: qual è la situazione?
Per quello che concerne la riqualificazione a terra dell’area portuale, come Regione Marche abbiamo siglato nel 2015 (appena eletto) un accordo con l’amministrazione Corvatta per la redazione del nuovo Piano del porto. Il comune ha poi attivato una collaborazione con l’Università di Camerino, che ha già consegnato un primo lavoro. Mi auguro che l’attuale sindaco Ciarapica intenda proseguire il percorso già avviato, a parer mio molto valido, e che in tempi rapidi possiamo dare il via alla redazione del Piano.
La nuova fermata del Frecciabianca a Civitanova: un’operazione molto apprezzata.
La fermata del Frecciabianca a Civitanova è stato un successo molto significativo, raggiunto grazie al mio impegno e a quello dell’assessore Sciapichetti. Abbiamo trovato orecchie attente in Trenitalia, che ha compreso l’importanza di questa nuova fermata e l’ottima risposta del territorio conferma che era una battaglia giusta da fare. Un’operazione che insieme ai lavori di ristrutturazione e a quelli per l’abbattimento delle barriere architettoniche, rilancia la stazione di Civitanova, che potrà operare da volano di sviluppo dell’intero territorio, sia in termini di opportunità di lavoro, che commerciali e di svago.
In ultimo parliamo di politica locale: come riparte il centrosinistra dopo la sconfitta elettorale? Tra gli altri, si fa anche il suo nome come prossimo sindaco?
Non è il momento per il balletto dei nomi o per i personalismi: è il momenti di lavorare a testa bassa. Non so quale sarà il mio ruolo in futuro: sono uomo di partito e sono sempre stato al servizio della collettività. Credo però che sia quanto mai utile per il nostro territorio continuare ad avere un referente in un livello amministrativo più alto come è la regione.
Che ci dice del PD locale e provinciale che si avvia al congresso?
Anche qui non è tempo di polemiche e divisioni: mi auguro e credo che per il circolo cittadino si arriverà ad una candidatura unica e che prevarrà la volontà di lavorare ad obiettivi comuni.
Anche a livello provinciale si è tentato questo percorso unitario, ma qui qualcuno lo ha annunciato a parole, ma non lo ha voluto perseguire nei fatti.
Perché?
La sensazione Morgoni & co. abbiano utilizzato la nostra federazione maceratese per attaccare la segreteria regionale: guarda caso alcuni deputati marchigiani nei loro territori fanno congressi unitari, poi però vengono qui per spingere alla divisione. Addirittura hanno proposto un candidato unitario, che poi sui giornali dava del “massone” ai suoi compagni di partito. Questo non è corretto e non fa bene al partito. Credo che vada fatta chiarezza e messo in minoranza questo modo di fare politica. La nostra provincia dovrà affrontare nei prossimi anni il tema fondamentale della ricostruzione: il Pd provinciale ha bisogno di una guida salda e di esperienza, che ascolti i territori e sia in grado di fare sintesi. Sono certo che Francesco Vitali saprà assolvere al meglio questo ruolo.




