La Provincia di Macerata avvia un nuovo passo nella vicenda della contaminazione delle falde nel basso bacino del Chienti, tra Civitanova, Montecosaro e Morrovalle. Con un decreto presidenziale approvato il 5 marzo è stata infatti deliberata la creazione di un gruppo di lavoro incaricato di svolgere un’istruttoria tecnica finalizzata a individuare i possibili responsabili dell’inquinamento.
Si tratta di uno dei casi ambientali più complessi e longevi del territorio: le prime vicende risalgono a oltre trent’anni fa e, nonostante le numerose indagini e i procedimenti giudiziari ancora aperti, non sono state finora emesse sentenze definitive che stabiliscano responsabilità precise. Nel frattempo, la bonifica dell’area non è mai stata avviata, anche a causa delle difficoltà amministrative e della complessità delle procedure.
Il principio alla base dell’iniziativa è quello del “chi inquina paga”, previsto sia dalla normativa europea sia da quella nazionale. In particolare, il decreto legislativo 152 del 2006 attribuisce alle Province il compito di avviare procedure per individuare i soggetti responsabili della contaminazione. L’obiettivo è accertare eventuali responsabilità e stabilire su chi debbano ricadere i costi delle misure di prevenzione, messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale.
L’istruttoria potrà basarsi su documentazione storica, dati tecnici e atti amministrativi, applicando il criterio del “più probabile che non” per ricostruire il possibile nesso causale tra le attività svolte dai soggetti coinvolti e l’inquinamento delle falde.
Il procedimento sarà condotto nel rispetto dei principi di trasparenza e partecipazione: i soggetti potenzialmente interessati saranno informati dell’avvio dell’iter e potranno presentare osservazioni o memorie.
Il gruppo di lavoro sarà composto da tecnici e funzionari della Provincia con competenze ambientali, amministrative e legali. Ne fanno parte professionisti dei servizi ambiente e tutela delle acque, ingegneri e personale della polizia provinciale e ambientale, oltre ai componenti dell’ufficio legale dell’ente.
Vista la complessità della vicenda, la Provincia potrà inoltre ricorrere a consulenze esterne, coinvolgendo specialisti e legali esperti in diritto ambientale nei settori penale, civile e amministrativo, con l’obiettivo di rafforzare l’istruttoria e ridurre possibili contenziosi.
L’iniziativa rappresenta un nuovo tentativo di fare chiarezza su una vicenda che da decenni pesa sul territorio e sull’ambiente del basso Chienti.




